Lavori Pubblici

Zambrano (ingegneri) al Cslp: «Progetto al centro delle procedure anti dissesto»

Giuseppe Latour

Le richieste dei professionisti al tavolo con il Consiglio dei lavori pubblici: buone pratiche, semplificazione e valutazione per interventi efficaci

Conferire ad organismi esterni competenti l'attività di progettazione. E' la richiesta che arriva dal presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Armando Zambrano nel corso del secondo tavolo di lavoro dedicato alla materia del dissesto idrogeologico dai professionisti dell'area tecnica. All'incontro ha partecipato anche il presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici Massimo Sessa, componente della cabina di regina che guida l'Unità di missione di Palazzo Chigi.
Le categorie tecniche hanno passato al vaglio possibili soluzioni normative per ridurre gli effetti delle inondazioni sul territorio e sulle persone: «Con il presidente Sessa - spiega Armando Zambrano - abbiamo condiviso la necessità di tenere nella giusta considerazione la questione legata alla fase di progettazione delle opere, per ridurre i danni provocati dal dissesto idrogeologico. Non solo, poiché questa fase va curata con particolare riguardo le categorie tecniche ritengono che sia determinante il contributo dei professionisti esterni all'elaborazione dei progetti».

Nello specifico, le richieste delle categorie tecniche sono quattro: «Definizione di buone pratiche per la realizzazione di opere a salvaguardia del dissesto; definizione di procedure semplificate per il conferimento di incarichi di progettazione a normativa invariata; definizione di un codice di comportamento teso al buon utilizzo del territorio; definizione di una griglia di valutazione da offrire alle stazioni uniche appaltanti per la fase di progettazione degli interventi», dice ancora Zambrano. L'obiettivo, come sempre in questi casi, è «riportare il progetto al centro delle procedure», evitando che scelte fatte in fretta o in economia poi si ritorcano contro il sistema.
Massimo Sessa, per parte sua, si è scagliato contro «la cattiva programmazione e la bassa qualità degli interventi sinora garantiti», che «non hanno consentito di curare il territorio in modo adeguato alla necessità di sicurezza della popolazione, fattore che si acuisce durante i periodi di precipitazioni più intense». Il tavolo tecnico ha visto anche la partecipazione, tra gli altri, di agronomi, geometri, periti agrari, periti industriali. «Provvederò ad indire una nuova riunione, presso il Consiglio superiore, per verificare il recepimento degli input forniti e per proseguire sulla strada della mitigazione del rischio connesso al dissesto», ha concluso Sessa.


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