Lavori Pubblici

Norme tecniche, Atecap: «Tracciabilità sul calcestruzzo preconfezionato»

Giuseppe Latour

Giudizio positivo del presidente Atecap Silvio Sarno sulle nuove Ntc, «ma si poteva fare di più per rendere obbligatorio il controllo di qualità antimafia in cantiere, sperimentato da Atecap-Cslp»

«Non possiamo esprimere altro che soddisfazione». Se per altri settori il racconto delle Norme tecniche per le costruzioni è carico di ombre (si vedano gli articoli correlati, qui a sinistra), i giudizi di Atecap, l'associazione dei produttori di calcestruzzo preconfezionato, si muovono in direzione diametralmente opposta. Il presidente Silvio Sarno parla dei molti lati positivi dell'aggiornamento da poco approvato: innovazione, sostenibilità, controlli. Anche se qualche passo avanti potrebbe arrivare sul fronte della tracciabilità.

Partiamo dalle innovazioni sul tema dei controlli in cantiere. Come le giudica?
La rivisitazione delle norme in materia di controlli sulle attività legate alla lavorazione e alla messa in opera del calcestruzzo non ha portato di per sé clamorose novità, benché abbia, a onor del vero, aggiunto dei tasselli di chiarezza alle disposizioni vigenti. E la cosa non è certamente banale se si considera che ciò contribuirà ad apportare nuova efficienza all'intero sistema calcestruzzo. Non sono isolati, infatti, i casi in cui l'applicazione delle norme tecniche in vigore, si potrebbe pensare ai controlli in opera, abbia generato delle incertezze interpretative con relative conseguenze, di certo non trascurabili, in fase di contenzioso.

Passiamo alla sostenibilità.
Nel nostro Paese siamo ancora ben lontani dal raggiungere il traguardo fissato dall'Europa per il 2020 che prevede il riutilizzo del 70% dei materiali da rifiuto. Le nuove norme tecniche guardano in quella direzione aumentando l'utilizzo di aggregati da riciclo nel calcestruzzo preconfezionato, superando di fatto quello che a dire degli stessi produttori, così come emerso in una recente indagine effettuata da Atecap, era un ostacolo intrinseco al loro stesso utilizzo. Una novità, quindi, che risponde non solo alle esigenze di produttori e potenziali utilizzatori ma anche, se pensiamo ai vantaggi per l'ambiente, a quelle della collettività.

Se per gli altri settori il capitolo dedicato alle innovazioni nei materiali è carente, per voi ci sono novità importanti…
Promuovendo il calcestruzzo fibrorinforzato da materiale non tradizionale (con riferimento al Dm 14/01/2008) a materiale ad uso strutturale si consente, di fatto, al progettista di scegliere questa soluzione con maggiore autonomia, senza dover quindi richiedere puntuale autorizzazione al Servizio tecnico centrale del Consiglio superiore dei lavori pubblici. L'applicabilità delle norme in questione richiede ancora l'emanazione di specifiche disposizioni ad opera del Cslp, a cui l'Atecap offre nuovamente in dote il proprio know how.

Che impressione avete avuto del lavoro con il Consiglio superiore?
Positiva, senza dubbio. E non solo per la possibilità che il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha offerto a tutte le associazioni interessate nel contribuire con proprie proposte tecniche alla messa a punto del testo di revisione. L'Osservatorio sul calcestruzzo e sul calcestruzzo armato, iniziativa del Consiglio superiore fortemente voluta e supportata dall'Atecap, è solo uno di una serie di possibili esempi che ha avuto, fra gli altri, il merito di creare un canale di dialogo fra operatori e istituzioni. Recentemente, inoltre, le rappresentanze maggiormente qualificate del settore hanno sottoscritto una richiesta indirizzata al ministro Lupi volta all'istituzionalizzazione dell'Osservatorio.

Nei prossimi mesi chiederete al ministero altre modifiche?
L'Atecap non può che esprimere soddisfazione per un testo che ha sostanzialmente recepito i suggerimenti della categoria ma è fuor di dubbio che tutto sia migliorabile. Se dovesse esserci la possibilità di introdurre elementi di novità l'associazione sarà pronta a dare nuovamente il proprio contributo.

Sulla tracciabilità era possibile fare di più?
Sul tema, oggettivamente, si potrebbero aggiungere elementi importanti in caso di rivisitazione della normativa. Se è vero che allo stato è previsto un controllo maggiore da parte dei laboratori che ricevono ed esaminano i cosiddetti "cubetti", è altrettanto vero che manca la esplicitazione puntuale di quelli che sono i pur necessari sistemi di tracciabilità. Alcune sperimentazioni, portate avanti anche da soci Atecap, hanno dimostrato che l'applicazione di sistemi avanzati di tracciabilità (Rfid, codice a barre, etc.) è realizzabile anche in cantieri dalle grandi dimensioni e, soprattutto, che questa soluzione fornisce maggiori garanzie a tutti gli attori coinvolti, partendo dal singolo produttore di calcestruzzo per giungere ai diversi committenti finali.


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