Lavori Pubblici

Rientro capitali, legge approvata, emersione anche per gli immobili

A.A.

La legge per il rientro dei capitali dall'estero, per l'emersione del nero "domestico" e per il potenziamento della lotta all'evasione fiscale è stata definitivamente approvata ieri dal Senato

La legge per il rientro dei capitali dall'estero, per l'emersione del nero "domestico" e per il potenziamento della lotta all'evasione fiscale è stata definitivamente approvata ieri dal Senato con 119 sì, 61 no e 12 astenuti.
Ora dopo un passaggio al legislativo dei ministeri per la stesura definitiva del testo – passaggio che si preannuncia comunque rapido - e dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il provvedimento entrerà definitivamente in vigore, rimediando alla falsa partenza del decreto legge 4/14 sulla voluntary disclosure (governo Letta) che decadde a fine marzo e non venne convertito dal nuovo gabinetto.

La regolarizzazione fiscale (pagando tutte le tasse dovute) riguarda conti correnti, polizze assicurative, trust, fondi comuni, deposito di metalli preziosi, partecipazioni, immobili, beni mobili registrati (per esempio, natanti) . Tali beni possono essere detenuti anche attraverso strutture «interposte» o «esterovestite».

Il testo approvato e l'approfondimento

Il rimpatrio o l'emersione questa volta, a differenza dei tre scudi fiscali dello scorso decennio, non rappresentano un condono a tariffa forfettaria. I capitali ancora sotto accertamento (cioè non ancora prescritti fiscalmente, il che avviene dopo 5 anni per i paesi "white list", dieci per i paradisi fiscali) saranno assoggettati a tassazione integrale (generalmente il 43%, visti gli importi a 5, a 6 o più zeri in questione), con il riconoscimento di forti sconti solo sulle sanzioni per mancata dichiarazione fiscale (quasi sempre sotto la soglia del 3%). In aggiunta, si pagheranno comunque le tasse anche sui rendimenti annuali del capitale depositato all'estero.

Ma, prima ancora, chi rimpatrierà o farà l'emersione questa volta dovrà farlo svelando il proprio nome ed esibendo tutti i documenti bancari e degli intermediari utili a ricostruire la storia, e i rendimenti, dell'investimento. Chi pensasse di "dimenticare" una parte, o di produrre una attestazione falsa, rischierà una condanna fino a sei anni di carcere per un nuovo reato specifico.


Chi aderirà alla nuova voluntary disclosure – e potrà farlo entro il 30 settembre dell'anno prossimo per violazioni commesse prima del 31 dicembre 2013 – oltre a non rispondere dei reati fiscali (a parte ipotesi di gravi condotte fraudolente, per le quali comunque la pena è diminuita) andrà immune anche dal nuovo illecito di autoriciclaggio, che può comportare un aumento di pena fino a 8 anni (4 se il reato all'origine del lavaggio non è particolarmente grave).

L'autoriciclaggio è in sostanza il "bastone" , per usare un'espressione echeggiata nell'aula del Senato, per "convincere" i candidati al rientro. Una sorta di ultima chance, considerato che dal 2018 – ma forse anche prima - la Svizzera, dove risiedono almeno 200 dei 230 miliardi ufficiali in fuga dall'Italia, aderirà alla procedura di scambio automatico di informazioni fiscali. Da quel momento il Fisco non avrà più bisogno di andare a caccia degli evasori internazionali, semplicemente perché la Svizzera – e anche tutti gli altri paesi ad economia e finanza evolute, inclusi molti ex paradisi fiscali - dovrà inviare i dati dei risparmiatori italiani.

Quanto al gettito, il Governo non ha prodotto stime a causa della infinita varietà di situazioni e di modalità di calcolo – la differenza la fa la prescrizione fiscale, che fa perdere il 45% secco sul capitale al Fisco - calcolo che conviene valutare attentamente con il proprio consulente prima di presentarsi all'agenzia delle Entrate. Ma se l'operazione avrà il successo atteso, è prevedibile che la forchetta potrà oscillare tra i 5 e i 20/25 miliardi di euro.

LE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

CHI LA PUÒ FARE
La collaborazione volontaria può essere fatta da chiunque detenga patrimoni non dichiarati al fisco, non necessariamente all'estero.

TASSE E SANZIONI
Oltre a dichiararsi con nome e cognome (gli scudi fiscali erano invece anonimi), il contribuente è tenuto a pagare l'intera Irpef (43% + 2% di tasse locali), se non è già calata la prescrizione fiscale (5 anni indietro per i paesi "white", 10 per i paradisi fiscali) . Lo sconto è sulle sanzioni,che scendono al 3% del capitale a determinate condizioni, ma non sugli interessi

ENTRO QUANDO
Il candidato all'emersione potrà chiedere di aderire al programma di "compliance" fiscale – cioè trasparenza totale – fino al 30 settembre 2015 per fatti commessi sino al 30 settembre 2014 (omessa dichiarazione fiscale) . Non può però beneficiare di alcuno sconto né beneficio se ha già ricevuto un atto di inizio indagine (anche amministrativa) da parte della Gdf o dell'agenzia delle Entrate

IMMUNITÀ PENALE
Aderendo all'emersione volontaria il contribuente non risponderà dei reati fiscali commessi (a parte le frodi fiscali gravi) e nemmeno delle omissioni sull'Iva e sui contributi non versati (che sono illeciti penali). Non risponderà nemmeno del nuovo reato di autoriciclaggio, che invece punirà con pene aggiuntive da 1 a 4 anni (ipotesi lievi) o da 2 a 8 anni chi si "autolava" i proventi dell' evasione fiscale


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