Lavori Pubblici

Consumo del suolo: niente tetto, si punta su una riduzione progressiva

Giuseppe Latour

Il testo del Ddl verso l'approvazione: da rivedere le norme che consentono di usare gli oneri di urbanizzazione per le spese correnti dei Comuni. Da sciogliere il nodo della fase transitoria

Non adottare un tetto, ma degli obiettivi di riduzione progressiva. E rivedere le norme che consentono di usare gli oneri di urbanizzazione per le spese correnti dei Comuni. Il Ddl sul consumo di suolo riparte da questi due punti fermi. Il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti e quello dell'Agricoltura Maurizio Martina hanno dialogato in audizione con le commissioni ottava e tredicesima di Montecitorio. Il testo sembra finalmente pronto per andare verso l'approvazione. Anche se resta da sciogliere il nodo della fase transitoria.

Il presidente della commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci in apertura ha fatto il punto della situazione: "Non esistono pasti gratis, quando si arriva alla conclusione bisogna prendere decisioni. Ricordo che di recente la legge di stabilità ha prorogato l'utilizzo degli oneri di urbanizzazione per usi impropri: è chiaro che si tratta di una misura che rende complicata una politica razionale del consumo di suolo". Senza contare il tema della fase transitoria. "La regione Lombardia nel transitorio rischia paradossalmente di favorire il consumo di suolo".

Le indicazioni più precise arrivano da Galletti, che parte dalla questione del limite di consumo, fissato a livello nazionale. "Non penso si debba ragionare su un tetto ma su una riduzione progressiva del consumo di suolo, che porti a un miglioramento graduale negli anni". Un'impostazione che trova anche l'accordo della relatrice per la commissione Ambiente, Chiara Braga. Anche sulla questione degli oneri di urbanizzazione sembra esserci un'indicazione univoca: "Questi oneri vanno riportati nella giusta direzione; è un passaggio imprescindibile, anche se dobbiamo ragionare sull'impatto che produciamo sui bilanci degli enti locali". E su questo punto l'altro relatore Massimo Fiorio spiega che "si tratta di una questione che va scardinata".

Meno accordo c'è su altri punti. A partire dalla definizione di consumo di suolo. Qui Galletti propone una possibile strada per uscire dall'impasse. "Dobbiamo andare verso la definizione di consumo del suolo netto, inteso come il risultato del consumo del suolo meno l'aumento di superficie agricola". In questa chiave, bisogna considerare anche le diverse gradazioni di consumo, differenziando la sottrazione di suolo da utilizzi meno invasivi.
Il punto sul quale, invece, manca completamente l'accordo è la fase transitoria. Il problema, in questo caso, dipende dal fatto che la nuova legge non dovrà impattare sugli interventi già autorizzati e sulle pianificazioni urbanistiche già approvate. "Condivido – dice il ministro - l'impostazione che esclude tutto quello che è stato già autorizzato fino al momento di entrata in vigore del decreto che fissa i limiti per la riduzione". Anche se "con la congiuntura attuale è un problema che va molto ridimensionato, perché costruire ulteriore nuovo non è un affare per nessuno". Il Ddl, comunque, passata la fase di audizione sarà oggetto di una fase di lavoro dei relatori: prepareranno un nuovo testo da portare verso l'approvazione.


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