Lavori Pubblici

Approvato il Jobs Act, spazio per ridurre il peso dei contributi in edilizia

Mau.S.

Una delle deleghe consegnate al governo prevede al possibilità di armonizzare il carico dei versamenti per gli ammortizzatori sociali più alto nei cantieri che negli altri settori industriali

Il Jobs act è legge. Il Parlamento consegna la delega sul lavoro al governo, che avrà tempo fino a giugno (6 mesi) per tradurre il suo contenuto in 5 decreti: ammortizzatori sociali; servizi per
il lavoro; semplificazione delle procedure e degli adempimenti; riordino delle forme contrattuali; tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro.

Il Senato ha licenziato il provvedimento approvando la fiducia con 166 sì, 112 no e un astenuto. Mentre dentro il palazzo si svolgevano i lavori sul Jobs act, per le vie della capitale un corteo di protesta si è scontrato con le forze dell'ordine, con feriti da entrambe le parti.

Per l'edilizia la principale novità è l'apertura al taglio dei premi Inail, alla riduzione del versamento per la cassa integrazione ordinaria, alla rimodulazione dell'attuale sistema di sostegno alla disoccupazione. Il testo del Ddl delega conferma infatti la volontà di andare verso un decreto attuativo che riveda un tema strategico per l'edilizia, quello della contribuzione. Da anni, infatti, le imprese del settore versano più delle altre per ottenere garanzie e ammortizzatori sociali identici.

L'esecutivo è infatti delegato ad adottare, entro sei mesi, una serie di decreti legislativi. In uno di questi andrà avviata un'operazione di «riduzione degli oneri contributivi ordinari e rimodulazione degli stessi tra i settori in funzione dell'utilizzo effettivo». Dietro questa formulazione oscura, almeno in teoria, si potrebbe nascondere un cambiamento storico per l'edilizia. Attualmente, infatti, il settore paga un carico superiore di dieci punti rispetto agli altri comparti. La parte più odiata di questo fardello è, senza dubbio, quello che viene versata per la Cassa integrazione ordinaria: le costruzioni, infatti, contribuiscono con un'aliquota del 5,2%, superiore di tre punti rispetto al 2,2% degli altri settori.




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