Lavori Pubblici

Ecobonus 65% per le bonifiche dell'amianto, resta solo un impegno

Giuseppe Latour

Non passa l'emendamento alla legge di stabilità, approvato un ordine del giorno che impegna il Governo ad adottare la misura nei prossimi mesi

Non si è andati oltre un semplice ordine del giorno. Tra le molte modifiche alla disciplina del bonus del 65% inserite dalla Camera nella legge di stabilità, non ha trovato spazio l'estensione agli interventi di bonifica dall'amianto. Anche se il Parlamento ha approvato un Odg che impegna l'esecutivo a valutare il varo di questa innovazione nei prossimi mesi. «Un segnale molto importante», secondo il presidente della commissione Ambiente di Montecitorio, Ermete Realacci.

Proprio Realacci è il primo firmatario dell'ordine del giorno poi approvato dalla Camera nella seduta di domenica. L'ottava commissione aveva chiesto all'Aula di estendere il 65% all'antisismica e, in subordine, di applicare lo sconto fiscale anche alle bonifiche da amianto. La prima novità è stata accolta mentre per la seconda è stata scelta una strada meno impegnativa.


L'ordine del giorno in questione fa richiamo al caso Eternit e alla recente sentenza della Corte di Cassazione. E, poi, riepiloga i principali numeri dell'amianto nel nostro paese: dal secondo dopoguerra fino al 1992, quando ne è stato vietata per legge ogni attività di estrazione, di commercio, di importazione, di esportazione e di produzione, sono state prodotte nel nostro Paese 3,7 milioni di tonnellate di amianto grezzo. Il periodo tra il 1976 e il 1980 è stato quello di maggiore picco nei livelli di produzione, con più di 160mila tonnellate annue prodotte; fino al 1987 la produzione non è mai scesa sotto le 100mila tonnellate annue, per poi decrescere rapidamente fino al divieto dell'uso. Anche le importazioni italiane di amianto grezzo sono state molto consistenti, mantenendosi superiori alle 50mila tonnellate annue fino al 1991: complessivamente, dal dopoguerra al 1992, l'Italia ha importato 1,9 milioni di tonnellate.
Insomma, il nostro paese è ancora invaso da questo materiale, parecchio usato per le proprietà di resistenza al fuoco, di isolamento e di insonorizzazione. Il motivo è che la legge sulle bonifiche da amianto è stata applicata solo in parte.

«Di fatto – spiega l'ordine del giorno - in tutto il paese si continua a rinvenire amianto in manufatti ancora in opera, soprattutto in grandi impianti a servizio di processi produttivi, navi e traghetti, oltre che negli ambienti pubblici: scuole, ospedali e altri edifici aperti al pubblico. Materiale contenente amianto è presente anche negli edifici privati e, dunque, si rende necessario incentivarne la bonifica». Per la precisione, secondo le stime di Cnr e Ispesl e Legambiente, ci sono ancora 32 milioni di tonnellate di amianto sparse per il territorio nazionale. E ancora non ci sono dati certi e dettagliati su molte aree.

Per questo è necessario ripetere l'esperienza del cosiddetto «bonus Eternit», chiuso nel 2013, allargando il 65% anche alle bonifiche da amianto. L'ordine del giorno, anche se non modifica la legge di stabilità 2015, impegna il Governo «a valutare l'opportunità di utilizzare, compatibilmente con le risorse di finanza pubblica, la misura del credito di imposta del 65 per cento per la riqualificazione energetica degli edifici anche per gli interventi di bonifica e rimozione di manufatti in amianto nel patrimonio edilizio esistente, permettendone altresì l'accesso anche alle imprese e stabilizzandolo».


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