Lavori Pubblici

Stabilità, Ance: non è così che si aiuta la manutenzione del territorio

Giuseppe Latour

Il commento del presidente dei costruttori al pacchetto di emendamenti alla legge di stabilità appena licenziato dalla commissione Bilancio della Camera

«Non è in questo modo che aiutiamo i Comuni a mettere in sicurezza i propri territori e a riqualificare le città». Sono le parole con le quali il presidente dell'Ance Paolo Buzzetti commenta il pacchetto di emendamenti alla legge di stabilità appena licenziato dalla commissione Bilancio della Camera. Con una manovra inaspettata, il carico dei tagli ai trasferimenti governativi viene trasferito tutto sulle spalle degli investimenti degli enti locali. L'effetto finale potrebbe essere di una riduzione del conto capitale pari a circa un miliardo.

I costruttori contestano lo spirito dell'intervento, che si inserisce in una strada già battuta dai precedenti esecutivi. Negli ultimi anni, infatti, è stata sistematicamente compressa la spesa per gli investimenti, scesa di oltre il 30%, mentre le spese di parte corrente sono aumentate in maniera costante. È più facile tagliare, evidentemente, quello che si spende per le opere piccole e medie che gli stipendi dei dipendenti delle amministrazioni.

«In questi giorni – dice Buzzetti - stiamo assistendo praticamente inermi a continue catastrofi ambientali dovute in gran parte all'incuria e all'assenza di manutenzione. È a queste che dovremmo dare la priorità consentendo un allentamento ad hoc del patto di stabilità e non certo prevedendo altri tagli agli investimenti». Sul punto, invece, la manovra dispone un doppio durissimo colpo. Da un lato scarica i tagli dei trasferimenti sul conto capitale. Dall'altro fissa una deroga al patto di stabilità poco efficace per le scuole e la messa in sicurezza del territorio.
C'è, poi, una pesante contraddizione in materia di consumo del suolo. «Non si fa che parlare della necessità di contenere il consumo del suolo e di favorire la riqualificazione, un tema sul quale siamo fortemente impegnati da tempo come Ance. E poi invece si consente ai comuni di utilizzare il 50% degli oneri di urbanizzazione per coprire le spese: un autentico invito a usare il territorio come moneta e non come sviluppo». La norma che consente ai sindaci di usare metà degli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente viene prorogata dal 2014 al 2015.

«Ci auguriamo – conclude Buzzetti - che ci sia un ripensamento e che venga approvata la norma nell'attuale formulazione che vincolava i tagli alle spese preservando gli investimenti di cui il nostro Paese ha urgente e disperato bisogno». La novità, però, sembra decisamente blindata: è stata approvata in commissione con il consenso di Forza Italia e Partito democratico e con il via libera del Governo.


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