Lavori Pubblici

Trattativa privata nello Sblocca ITalia, l'allarme della Corte dei Conti

Alessandro Arona

Il presidente Squitieri: «Preoccupante l'innalzamento fino a 5,2 milioni per difesa del suolo, scuole, beni culturali, ambiente» - «Troppe norme, rischio corruzione»

Allarme della Corte dei Conti sull'eccesso di deroghe al codice appalti come possibile fonte di corruzione. E allarme specifico sull'ampia possibilità prevista dallo Sblocca Italia di utilizzare la trattativa privata (procedura negoziata) per affidare gli appalti urgenti in materia di dissesto idrogeologico, edilizia scolastica, ambiente, beni culturali.

È la doppia denuncia venuta ieri dal presidente della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri, in una
lectio magistralis a tutto campo nella Scuola Nazionale dell'amministrazione.

«L'eccesso di leggi crea corruzione», questo il primo messaggio. Il sistema amministrativo e burocratico è in Italia talmente farraginoso che chi è coinvolto nel procedimento sfrutta spesso
la sua posizione per accelerare o facilitare un processo altrimenti infinito, in cambio di una mazzetta più o meno pesante. Il risultato è che, pur di raggiungere un obiettivo, è a volte necessario ricorrere ad una nuova legge immediatamente operativa che superi le altre - troppe - leggi. «Paradosso» - ha osservato Squitieri - a cui si è arrivati sia nel caso dell'Expo di Milano che in quello dello decreto Sblocca Italia.

«Il mondo degli appalti pubblici - ha detto - è tra i più regolati dalla legge e le opere non partono per i troppi ricorsi e le sospensive, attuati perché non si riesce a rispettare tutto il pacchetto enorme di leggi», ha sottolineato Squitieri. In questo senso, il presidente della Corte ha condiviso i dubbi dell'Autorità anticorruzione sulle norme contenute nello Sblocca Italia che alzano a 5,2 milioni di euro l'importo degli appalti per i quali non è necessaria una gara: «è un pò preoccupante - ha detto il presidente della Corte - la trattativa privata lascia qualche perplessità», ha osservato. Tuttavia la norma è stata inserita con ogni probabilità proprio «per l'esigenza di snellezza» e per far ripartire l'attività economica.

Sul punto spiace peraltro notare che per due volte, nei giorni scorsi, il sottosegretario Graziano Delrio non ha risposto alle domande del Sole 24 Ore in due distinte conferenze stampa. Perché questa scelta della trattativa privata fino a 5,2 milioni di euro? Non si rischia di sacrificare trasparenza e concorrenza? Quanto sarà utilizzata? Ci saranno direttive del governo per indirizzare i Commissari presidenti di Regione (nel caso del dissesto) o Comuni e Province (nel caso dell'edilizia scolastica)?

La struttura tecnica di missione anti-dissesto di Palazzo Chigi fa notare che in questi anni, da parte dei commissari per attuare gli accordi di programma, sono state sperimentate con l'aiuto di Invitalia interessanti esperienze per coniugare velocità e trasparenza, e cioè le gare telematiche per costruire elenchi di imprese per classi di importo e specializzazioni, da cui pescare poi a rotazione per i singoli appalti.
Ma si tratta di iniziative volontarie, ad oggi la legge (Sblocca Italia) consente alle stazioni appaltanti di utilizzare la procedura negoziata fino a 5,2 milioni semplicemente dichiarando che gli interventi sono indifferibili (vedi il focus di Roberto Mangani ).

Squitieri ce l'ha però anche con i limiti eccessivi del patto di stabilità interno, causa spesso dei mancati pagamenti dei debiti p.a. degli enti locali.
Allo stesso tempo il presidente difende con le unghie il lavoro della Corte dei Conti, definendo «un alibi nefando» quello utilizzato durante l'alluvione di Genova e con il quale si è fatto ricadere sui magistrati contabili e sull'assenza del loro «timbro finale» la colpa delle opere incompiute, e
rivendicando fino in fondo il ruolo di controllore dell'organismo. Anche nei confronti dell'Ufficio parlamentare di bilancio, con cui si creano problemi di sovrapposizione. Quelle affidate all'Upb sono «valutazioni che noi facciamo da sempre», ha puntualizzato.


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