Lavori Pubblici

Veneto, piano casa promosso dalla Consulta: ok ricostruire con bonus gli edifici a rischio in aree sicure

Mauro Salerno

Ricorso del governo bocciato per carenza di motivazione. Confermato il no alle ristrutturazioni con cambio di sagoma per gli edifici tutelati

La Consulta promuove l'ultima (la terza) versione del Piano casa veneto: resta in piedi la possibilità di demolire gli edifici in aree a rischio idrogeologico per ricostruirli in aree sicure, con bonus volumetrico del 50 per cento. Giudicato inammissibile, per carenza di motivazione, il ricorso del Governo che paventava la lesione di non ben precisate e più rigorose prescrizioni da parte delle autorità di bacino.

Con la sentenza 259/2014, depositata il 20 novembre , è stato bocciato anche il secondo spunto del ricorso avanzato dal governo relativo alla possibilità concessa dal piano casa veneto (legge regionale 32/2013) di richiedere tramite Scia la possibilità di ristrutturare un edificio mantenendo il volume originario, ma modificandone la sagoma. Opportunità concessa, come ricordano la Regione e anche la Consulta, dal decreto legge 69/2013 (il cosiddetto decreto Fare) , che però continua a tutelare l'inalterabilità dell'aspetto degli edifici vincolati dal codice dei Beni culturali. Proprio su questo punto si appuntavano le obiezioni del governo, paventando il rischio che gli edifici di Venezia «patrimonio dell'umanità, potrebbero essere alterati» sulla base della norma censurata da Palazzo Chigi.

Anche su questo punto la Consulta dà ragione alla Regione, che si è difesa dichiarando di non aver riprodotto la norma statale a tutela dei beni vincolati proprio per non invaderne le competenze, restando pacifico che per espressa previsione di una norma nazionale rimane preclusa anche in Veneto la possibilità di alterare la sagoma di un edificio tutelato senza le prescritte autorizzazioni.

La Corte segue questo ragionamento, ricordando che «quando una norma è riconducibile ad un ambito materiale di esclusiva competenza statale – nella specie, la tutela dei beni culturali – le Regioni non possono emanare alcuna normativa, neppure meramente riproduttiva di quella statale (sentenze n. 18 del 2013, n. 271 del 2009, n. 153 e n. 29 del 2006)». In altri termini, «ove la Regione Veneto, nel rimodellare il concetto di ristrutturazione edilizia, avesse esplicitamente aggiunto che l'obbligo di rispetto della sagoma permane per i beni culturali assoggettati a vincolo, la norma regionale sarebbe stata costituzionalmente illegittima, perché sarebbe andata ad interferire in un ambito di competenza esclusiva dello Stato, come tale sottratto alla potestà normativa delle Regioni».


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