Lavori Pubblici

Case della Difesa, emendamento in Stabilità per facilitare la vendita

Giuseppe Latour

Previste in tre anni dismissione per un valore stimato in 420 milioni, nella modifica allo studio dell'esecutivo aste più semplici e tempi accorciati per facilitare l'operazione

Un pacchetto di dismissioni di immobili della Difesa da 420 milioni di euro in tre anni, tra il 2015 e il 2017. Che un emendamento del Governo, allo studio della commissione Bilancio della Camera, progetta di semplificare in maniera sostanziale, introducendo vendite in blocco e termini accelerati per formalità varie e rogito. La legge di Stabilità 2015 si regge anche sulla vendita di immobili del ministero della Difesa. Nella versione originaria del provvedimento, però, le agevolazioni per immettere questi fabbricati sul mercato erano poche. Così i deputati stanno per correre ai ripari.
La novità è contenuta all'articolo 31, commi 15 e 16 del Ddl. Qui si dispone che il ministero della Difesa assicura la realizzazione di un certo livello di introiti derivanti dalle dismissioni dei suoi immobili, inclusi quelli di carattere residenziale. Il testo quantifica anche l'entità di questo pacchetto: 220 milioni di euro nel 2015 e 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016 e 2017. In totale, 420 milioni. Per centrare questo obiettivo viene fissato un solo meccanismo di incentivazione, nel caso degli edifici residenziali: gli alloggi liberi sono posti in vendita con uno sconto sul prezzo di base d'asta pari al 20 per cento. Questo allo scopo di scongiurare che i bandi possano andare deserti.

Evidentemente, però, per l'esecutivo è troppo poco per essere certi del buon esito del programma. Così è arrivato in commissione Bilancio un emendamento, firmato da Palazzo Chigi, che irrobustisce le semplificazioni delle quali questo tipo di operazioni potrà beneficiare: andrà in votazione nelle prossime ore. Si prevede, anzitutto, che per gli alloggi liberi qualificati di pregio il ministero della Difesa è autorizzato "ad esperire la procedura della vendita all'asta con incanto, utilizzando anche la modalità della vendita in blocco". Con una vendita dinamica si evita di dover provvedere all'emanazione di nuovi bandi in caso di aste deserte, risparmiando tempo e denaro.

Soprattutto, però, si agisce sul fronte dei termini. Vengono, così, ridotti da 60 a 30 e da 30 a 15 giorni i termini rispettivamente per poter visitare gli alloggi da parte dei dipendenti del ministero della Difesa che ne facciano richiesta e per la comunicazione dell'accettazione del prezzo di acquisto da parte dell'aggiudicatario dell'asta. Si accorciano anche i tempi per andare al rogito notarile: viene disposto, infatti, che i contratti di compravendita sono stipulati entro 60 giorni (prima erano 120) dalla ricezione dell'atto di accettazione del prezzo di acquisto, "nell'interesse del ministero della Difesa, pena la decadenza dal diritto di acquisto".
Si tratta di interventi che agiscono sul procedimento e che puntano a rafforzare, secondo quanto indica la relazione tecnica agli emendamenti della commissione Bilancio, "la possibilità di conseguire gli effetti sui saldi di finanza pubblica già indicati nella relazione tecnica originaria". In altre parole, solo con questo tipo di semplificazione sarà possibile provare a centrare l'ambizioso obiettivo dei 420 milioni di euro entro il 2017.


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