Lavori Pubblici

Norme tecniche: ok da architetti, ingegneri critici, bocciatura dai geologi

Giuseppe Latour

Dopo l'approvazione di venerdì arrivano i commenti a freddo dei professionisti che, nella pratica, dovranno applicare il nuovo testo. Ne viene fuori un quadro pieno di ombre

Soddisfazione (con molti distinguo) dagli architetti. Forti perplessità degli ingegneri. E una bocciatura durissima da parte dei geologi. Passata la sbornia di venerdì scorso, quando l'assemblea plenaria del Consiglio superiore dei lavori pubblici ha finalmente licenziato le Norme tecniche per le costruzioni , arrivano i commenti a freddo dei professionisti che, nella pratica, dovranno applicare il nuovo testo. Ne viene fuori un quadro pieno di ombre.

Un parere molto positivo arriva da parte degli architetti: «Siamo soddisfatti per la conclusione della controversa vicenda della revisione delle norme tecniche delle costruzioni, che si protraeva ormai da anni, e per l'approvazione di un testo, di fatto, condiviso dal Consiglio nazionale degli architetti». Sono parole del vicepresidente del Cna, Rino La Mendola. «È stata scelta la soluzione - continua - che rende più semplici gli interventi sugli edifici esistenti, contro quella che sanciva lo status quo della vecchia normativa, e che rende così possibile la realizzazione di interventi prioritari per il Paese, quali quelli finalizzati alla rigenerazione urbana sostenibile». Anche se, precisa, «avremmo voluto che la riduzione dei coefficienti per l'esistente fosse applicata a un numero più ampio di casi».

Va invece controcorrente Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio nazionale dei geologi: «Da una parte il Governo con Italiasicura ci chiama per essere parte integrante del piano di messa in sicurezza del territorio mentre dall'altra il Consiglio superiore dei lavori pubblici, massimo organo tecnico dello Stato, relega la geologia in un angolo, non comprendendo quanto sia importante sviluppare politiche per il territorio attraverso progetti coerenti ed efficaci. Troppe volte abbiamo costruito opere inutili e dannose». Non piace, nella sostanza, il fatto che il geologo sia poco coinvolto in fase di progettazione dell'edificio. Il Cng avrebbe voluto più valutazioni sulle interazioni tra i fabbricati e l'ambiente circostante.

Ma il messaggio più duro arriva dagli ingegneri, per bocca del consigliere nazionale del Cni Giovanni Cardinale: «Quattro anni di lavoro avrebbero richiesto di approdare a una norma molto più innovativa rispetto a quella che è uscita dal Consiglio superiore. Complessivamente, non possiamo esprimere soddisfazione. Noi avremmo voluto il licenziamento del testo che era arrivato in assemblea nel 2012. Da allora c'è stata una continua regressione». La scelta di dare un voto favorevole è dipesa, unicamente, dalla volontà di evitare che alla fine prevalesse un testo ancora peggiore. «Se ci fossimo espressi diversamente, correvamo il rischio di non avere nemmeno quel minimo di riforme inserite nel testo approvato. E, comunque, volevamo chiudere questo percorso. Così com'è, l'aggiornamento non sarà operativo prima del 2015 o del 2016».

L'iter del decreto ministeriale, infatti, si annuncia difficilissimo. Tutti e tre i Consigli nazionali si preparano a chiedere emendamenti al testo uscito dal Consiglio superiore.


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