Lavori Pubblici

Norme tecniche: voto finale, spunta ipotesi di un nuovo rinvio

Giuseppe Latour

La complicata vicenda delle regole varate nel 2008 verso una possibile svolta - Il provveditore di Lombardia e Liguria: «Obbligatoria una soluzione condivisa»

Le Norme tecniche per le costruzioni si avviano verso l'allungo finale. Venerdì l'assemblea plenaria del Consiglio superiore dei lavori pubblici esprimerà il proprio voto su due testi alternativi della norma che regola la realizzazione di strutture nel nostro paese. E, salvo soprese, la lunghissima vicenda delle Ntc dovrebbe finalmente arrivare a una svolta. Anche se si sta facendo strada l'ipotesi di un nuovo rinvio, mirato a trovare una sintesi condivisa da tutti: è un'alternativa per ora minoritaria, ma che nel corso della riunione potrebbe raccogliere consensi. L'assemblea plenaria arriva al voto di venerdì dopo un rinvio a sorpresa dello scorso 24 ottobre. Nel corso di quella riunione i tempi sembravano finalmente maturi per licenziare il parere: spingeva in questa direzione soprattutto il presidente reggente del Consiglio superiore, Massimo Sessa. L'incontro, però, era partito sotto auspici negativi. Uno sciopero dei trasporti aveva impedito il raggiungimento del numero legale, così la seduta era stata riaggiornata al 14 novembre. Nella seduta di venerdì saranno allora posti in votazione due testi alternativi, che presentano differenze soprattutto in due parti: quella relativa ai materiali e quella che riguarda gli edifici esistenti.

Sul primo fronte, gli esperti del Consiglio superiore discutono da anni della questione dei coefficienti di sicurezza del legno, che regolano lo spessore degli elementi strutturali realizzati in questo materiale. Si tratta di un tema vitale per l'industria del settore, sul quale però non c'è accordo. Quanto agli edifici esistenti, si sta ragionando sulla necessità di indicare nuovi parametri per l'adeguamento sismico dei fabbricati vecchi: usando gli stessi criteri del nuovo, come adesso, le regole risulterebbero di fatto inapplicabili. Questa è la cornice, dentro la quale si stanno muovendo molte opinioni diverse. Una prima linea è quella che vorrebbe portare le Ntc in approvazione venerdì, chiudendo finalmente questo percorso che dura da circa quattro anni. A quel punto, sarebbe il ministero delle Infrastrutture a prendere di fatto la decisione sui punti controversi, perché i suoi uffici tecnici faranno una valutazione anche sulle parti accantonate dall'assemblea plenaria. Il motivo è che la spaccatura sarà evidenziata con forza da molti degli esperti presenti in assemblea: quelli che fanno capo alle professioni, ad esempio, si stanno orientando verso l'astensione. Ingegneri, architetti e geologi contestano la timidezza eccessiva di questo aggiornamento. Così, qualcuno comincia a ipotizzare un nuovo rinvio, per trovare una soluzione forte. Non andrebbe fatto in bianco, ma rimodulando la composizione della commissione relatrice che si occupa del testo, per superare spaccature ormai considerate insanabili. Significherebbe rimandare l'approvazione ancora di qualche mese: un tempo contingentato nel quale individuare una versione delle Ntc che possa andare in assemblea incassando un consenso finalmente ampio. Ancora nessuna decisione, comunque, è stata presa. Se ne discuterà in assemblea a Porta Pia, a partire dalla dieci di venerdì mattina.


© RIPRODUZIONE RISERVATA