Lavori Pubblici

Stabilità, modifiche per ritenute ecobonus e minimi fiscali per i professionisti

Giuseppe Latour

Questa settimana il disegno di legge entra nella sua fase più delicata. Già martedì parte l'esame di ammissibilità dei 3.700 emendamenti presentati venerdì scorso.

Tornare indietro sul raddoppio delle aliquote dal quattro all'otto per cento per le ritenute di acconto sui bonifici finalizzati alle detrazioni fiscali. Spunta anche questa richiesta tra quelle che la commissione Ambiente della Camera ha recapitato ai colleghi della Bilancio nell'esame della legge di stabilità. Mentre dalla commissione Finanze arriva la proposta di rivedere il perimetro della norma sui minimi per le partite Iva. Questa settimana, intanto, il disegno di legge si prepara a entrare nella sua fase più delicata. Già martedì parte l'esame di ammissibilità dei 3.700 emendamenti presentati venerdì scorso.

Cambio di rotta sulle ritenute
«Appare, altresì, opportuno – si legge nella relazione approvata dalla commissione Ambiente - che non venga elevata all'8 per cento la ritenuta operata da banche e Poste sugli accrediti di bonifici disposti per beneficiare delle detrazioni fiscali connesse agli interventi di ristrutturazione e di risparmio energetico degli edifici disposta dall'articolo 44, comma 27, del disegno di legge di stabilità». Nel mirino c'è la norma che raddoppia il carico delle ritenute, presentando alle Pmi, soprattutto dell'edilizia, un conto da 920 milioni di euro nel 2015. E portando un aumento dei crediti quasi impossibile da compensare. I deputati dell'ottava commissione, insomma, si allineano a chi considera gli effetti di questo intervento completamente distorti rispetto alle premesse da cui erano nate le ritenute: la lotta all'evasione fiscale.

Pochi i fondi per la Protezione civile
Una seconda novità riguarda i capitoli dedicati alla Protezione civile. In questo caso la commissione Ambiente chiede un'integrazione delle risorse destinare al dipartimento di Palazzo Chigi, «in modo da garantire anche la risarcibilità dei danni subiti dai privati in presenza di eventi alluvionali e calamitosi». Al momento al fondo per la Protezione civile vengono destinati circa 50 milioni di euro all'anno tra il 2015 e il 2017. Una somma giudicata insufficiente dai deputati.

Tre proposte sugli ecobonus
Vengono, invece, confermate le tre richieste della commissione presieduta da Ermete Realacci in materia di ecobonus. Deve essere valutata la necessità di estendere la proroga al 31 dicembre 2015, prevista solo per la detrazione fiscale del 65 per cento per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, anche «alla detrazione fiscale del 65 per cento per gli interventi di adeguamento antisismico degli edifici, ai quali tale detrazione, invece, si applicherebbe, secondo la normativa allo stato vigente, solamente fino al 31 dicembre 2014». Allo stesso modo, andrebbe «valutata l'opportunità di non limitare la detrazione fiscale del 65 per cento per gli interventi di adeguamento antisismico degli edifici solo alle zone sismiche 1 e 2 ma anche alla zona 3, in modo da incentivare tale tipo di interventi di adeguamento strutturale su gran parte del territorio nazionale». Infine, gli incentivi andrebbero allargati anche alla bonifica degli edifici dall'amianto.

Finanze, rivedere il regime dei minimi
Una proposta importante, stavolta sul fronte dei professionisti, arriva invece dalla commissione Finanze. «Con riferimento all'articolo 9, concernente l'istituzione di un nuovo regime fiscale agevolato per gli autonomi, con la conseguente soppressione dei vigenti regimi agevolativi», i deputati chiedono «di incrementare le soglie dei ricavi o compensi previste nell'allegato 4 al disegno di legge di stabilità», al fine di «ampliare i soggetti beneficiari del regime fiscale di favore». Il perimetro dell'intervento, insomma, va rivisto.

Esame nel vivo
Tutte queste idee, comunque, rischiano seriamente di restare solo sulla carta. La commissione Bilancio, che sta esaminando il Ddl, si è vista infatti recapitare la bellezza di 3.700 emendamenti. E per le proposte che prevedono aggravi di spesa c'è poco spazio, dopo che il Governo è stato costretto a presentare una modifica che recepisce il contenuto dell'accordo con Bruxelles: circa 4,5 miliardi saranno impegnati per il consolidamento dei conti e l'abbattimento del deficit.


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