Lavori Pubblici

Legge di stabilità, bonus del 65% anche per le bonifiche dall'amianto

Giuseppe Latour

La commissione Ambiente alla Camera dà il via libera agli sgravi per la messa in sicurezza antisismica in 1.500 comuni a basso rischio

Estensione del 65% alla messa in sicurezza antisismica, anche in 1.500 Comuni a rischio più basso. E allargamento dello strumento alle bonifiche per l'amianto. E' scaduto venerdì alle 13 il termine per la presentazione degli emendamenti alla legge di stabilità. E, dalla commissione Ambiente della Camera, è arrivato un pacchetto di proposte di modifica che guarda con attenzione soprattutto alle norme sui bonus fiscali. Ma non solo: qualche ulteriore correzione potrebbe riguardare le regole in materia di dissesto idrogeologico.

A fare il punto sui lavori è il presidente dell'ottava commissione, Ermete Realacci: "E' stato approvato all'unanimità un emendamento alla legge di stabilità che conferma anche per tutto il 2015 l'utilizzo dell'ecobonus del 65% per gli interventi di messa in sicurezza antisismica, attualmente non previsto dalla manovra". Prosegue Tino Iannuzzi, vicepresidente e relatore del testo in commissione: "Senza questa modifica, dal 2015 questi interventi ricadranno nella detrazione del 50%, quella ordinaria per le ristrutturazioni".

Ma non si tratta dell'unica correzione alla disciplina dei bonus fiscali. Prosegue Realacci: "Verranno presentati alla commissione Bilancio anche altri emendamenti che tendono ad estendere questo strumento alla bonifica dall'amianto". In questo modo gli sconti vengono allargati dalla messa in sicurezza alle opere di risanamento ambientale, in continuità con diversi altri interventi inseriti nello Sblocca Italia. Sempre in chiave di ampliamento, un terzo emendamento viene illustrato da Iannuzzi: "Abbiamo chiesto che il bonus del 65% per la messa in sicurezza antisismica sia esteso dalle zone 1 e 2, come adesso, anche alle zone 3". In base alle classificazione della Protezione civile dell'ordinanza n. 3274 del 2003, con questa novità rientrerebbero nel bonus circa 1.500 Comuni. "Per uscire dalla crisi – nota Realacci - il rilancio dell'edilizia di qualità, legata al risparmio energetico, alla sicurezza, alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e a progetti di qualificazione delle città è determinante. Come dimostrano i risultati del credito di imposta e dell'ecobonus degli anni recenti".

Ancora, la commissione ha inserito tra le proposte di modifica qualche correzione alle norme in materia di dissesto idrogeologico, inserite nei decreti 91/2014 e 133/2013. L'idea di fondo è attribuire ai presidenti delle Regione, in qualità di commissari, poteri anche per le opere che non rientrano nei contratti di programma sottoscritti tra governatori e ministero dell'Ambiente.

I deputati, infine, hanno sollecitato il Governo a orientare la sua attività futura sul fronte delle infrastrutture, seguendo tre linee guida. Ne parla Iannuzzi: "Abbiamo chiesto di aumentare gli investimenti nel Mezzogiorno, che sono assolutamente insufficienti. Poi, abbiamo chiesto di aumentare le risorse per le politiche abitative. E abbiamo chiesto di aumentare la quota di investimenti dedicati alle piccole opere".


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