Lavori Pubblici

Sblocca Italia, l'Acquedotto pugliese viaggia verso l'affidamento in house

Giuseppe Latour

L'art. 7 del decreto cancella le norme sulla privatizzazione e apre la strada a un procedimento senza gara

Oltre a mettere in riga gli enti locali che ancora non si sono attivati per formare gli enti di governo degli Ato, il decreto Sblocca Italia, all'articolo 7, interviene per risolvere la situazione dell'Acquedotto pugliese. Vengono, così, cancellate le norme sulla sua privatizzazione e la gestione del servizio idrico viaggia a grandi passi verso un affidamento in house. In base a un'altra norma del decreto 133/2014, infatti, sarà possibile aggirare la gara. Anche se questo pone qualche incognita sulla capacità di realizzare investimenti per ammodernare la rete.
Tutto prende le mosse nel 2001 quando, con la legge finanziaria, le azioni di Aqp furono trasferite dal Tesoro alle Regioni Basilicata e Puglia seguendo il criterio della consistenza della popolazione. Le azioni, però, avrebbero dovuto finire sul mercato entro luglio del 2002. Quell'obbligo è stato sistematicamente disatteso, tanto che il Governo Berlusconi valutò anche la cancellazione del trasferimento. Nel frattempo la Puglia ha liquidato le azioni passate a Potenza, diventando azionista unica della spa.

Lo Sblocca Italia interviene a sciogliere questa questione decennale. E sopprime gli articoli che regolano la dismissione delle quote. Di fatto, allora la privatizzazione viene revocata, con grande soddisfazione del Comune di Bari.
Ora, però si apre una seconda fase. La Regione, infatti, sta valutando l'ipotesi di trasferire le sue quote ai Comuni dell'area, replicando il modello usato dall'Acquedotto lucano. In questo modo Aqp potrebbe beneficiare di un'altra norma dello Sblocca Italia, dove si prevede che "l'affidamento diretto" del servizio idrico "può avvenire a favore di società in possesso dei requisiti prescritti dall'ordinamento europeo per la gestione in house, partecipate esclusivamente e direttamente da enti locali compresi nell'ambito territoriale ottimale". In sostanza, usando questa strada non si dovrebbe andare in gara. Il problema dell'affidamento è piuttosto vicino, dal momento che la concessione scade nel 2018.


© RIPRODUZIONE RISERVATA