Lavori Pubblici

Anac più snella: meno direzioni e più poteri alla presidenza

Giuseppe Latour

L'Autorità presieduta da Raffaele Cantone ha pubblicato un documento nel quale dà attuazione ai cambiamenti portati finora al suo assetto

La riorganizzazione dell'Anac avanza, in vista del definitivo provvedimento di riordino che dovrà essere licenziato entro fine anno. L'Autorità anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone ha pubblicato un documento nel quale dà attuazione ai cambiamenti portati finora al suo assetto. E le tendenze sono già molto evidenti: meno direzioni, per ottenere una maggiore semplicità organizzativa, meno poltrone da direttore generale, per risparmiare denaro prezioso, più poteri alla presidenza, che incamera le prerogative in materia di contenzioso, pur assottigliando il suo staff rispetto al passato. Da segnalare anche l'esordio di una speciale unità operativa dedicata all'Expo.

Le unità di personale in servizio presso l'Avcp, alla vigilia dell'uscita di scena del vecchio consiglio, erano 304, compresi i comandati da altre amministrazioni ed esclusi i dipendenti in servizio presso altre amministrazioni. Erano distribuiti in questo modo: Segretariato generale (22 unità), Dg Affari generali e contenzioso (45 unità), Dg Regolazione (19 unità), Dg Osservatorio e studio mercati (27 unità), Dg Osservatorio servizi informatici (36 unità), Dg Vigilanza sistemi di qualificazione (53 unità), Dg Vigilanza lavori, servizi e forniture (41 unità), Uffici di staff del consiglio (35 unità), Camera arbitrale (6 unità), altri uffici (20 unità). In sostanza, c'era una polverizzazione in sei direzioni generali, alle quali si aggiungevano il segretariato e gli uffici del consiglio. Sin dal suo esordio Cantone ha puntato, in primo luogo, ad abbattere il numero dei dirigenti.

Così, la nuova geografia dell'Anac è decisamente cambiata. Dall'Avcp la riorganizzazione conta soltanto 297 unità. Ci sono sette dipendenti in meno. Arrivano essenzialmente dal pesante riassetto che hanno subito gli uffici di staff del presidente e del consiglio. Con la vecchia organizzazione, i dipendenti deputati a questo compito erano 35: adesso sono 9 per il consiglio, sette per il presidente, ai quali si aggiunge una segreteria tecnica di sette persone: 23 in totale.

La Camera arbitrale si avvale di soli due funzionari dell'Autorità, contro i sei del passato. A questi 297, poi, si aggiungono 29 persone in uscita da Anac. Il totale, allora, è di 326 dipendenti.
Il nuovo assetto disegnato da Cantone è più semplice rispetto al passato. I suoi pilastri sono quattro: Segretariato generale, Presidenza, area Vigilanza e area Regolazione. L'effetto più evidente di questo riposizionamento è che saltano diverse posizioni dirigenziali. I direttori generali prima erano quattro: nell'attuale pianta organica, invece, ne sono previsti soltanto due. A loro si aggiungono 47 dirigenti di seconda fascia. E questo comporta già un primo risparmio che, però, non è il solo. Per i dirigenti arriveranno, infatti stipendi parametrati agli impegni e al risultato.

La redistribuzione prevede che i compiti in materia di contenzioso e precontenzioso finiscano sotto l'ombrello della presidenza: Cantone ha già manifestato la volontà di ristrutturare pesantemente questa parte delle attività dell'ex Avcp, lavorando sul tema in prima persona. La parte relativa alla gestione delle risorse umane e al bilancio passa sotto il segretariato generale, così come l'organizzazione dei servizi informatici dell'Autorità. L'osservatorio e lo studio dei mercati passano alla Dg regolazione. Saltano gli uffici dedicati alle relazioni istituzionali e alla comunicazione: confluiscono nell'ufficio tecnico del presidente.


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