Lavori Pubblici

Dall'Iva al 4% alle autostrade: tutti i no della Ragioneria sullo Sblocca Italia

Mauro Salerno

Bocciate da via XX settembre anche le misure sulle tariffe degli aeroporti e lo svincolo dall'obbligo di dare in affitto le case acquistate con la deduzione Irpef del 20%. E iI governo chiede la fiducia

Non c'è solo la bocciatura dell'Iva al 4% nel parere che la Ragioneria ha inviato a Montecitorio sugli emendamenti approvati dalla commissione Ambiente al decreto sblocca-Italia. Per ora l'esame dell'Aula è slittato proprio perché il testo è stato rinviato in commissione Ambiente dopo le bocciature a raffica della commissione Bilancio. L'esame dell'Aula è programmato per questa mattina. E il Governo ha già annunciato l'intenzione di mettere la fiducia sul testo ri-modificato dalla commissione.

La Ragioneria ha bocciato la deroga al patto di stabilità interna per gli interventi sui passaggi a livello ferroviari (290 milioni), il rifinanziamento dell'Autostrada ferroviaria alpina con la Francia, l'accelerazione al Cipe di una parte delle opere finanziate con il Fondo coesione sviluppo, il tentativo di modifica della regolazione su tariffe e investimenti aeroportuali.

Ma non solo: pareri contrari sono arrivati anche sull'obbligo per i Comuni di rimuovere a proprio carico le macerie del terremoto in Abruzzo e sulla costituzione di un fondo per l'assistenza tecnica ai Comuni colpiti dal sisma, sulla possibilità di concedere la defiscalizzazione ai concessionari per le proroghe autostradali, sull'accentramento allo Stato delle procedure per l'autostrada Cispadana, sull'esclusione dal patto di stabilità delle spese per la bonifica dell'amianto a Casale Monferrato. E via dicendo: di no in no viene scandagliato tutto l'articolato del decreto.

Il no più pesante, segnalato da un «parere assolutamente contrario», riguarda l'Iva al 4% sul recupero, che secondo i tecnici di via XX Settembre provocherebbe il deferimento dell'Italia alla Corte di Giustizia europea per la violazione delle direttive in materia fiscale, senza contare i problemi di mancata copertura. Sulla casa arriva anche l'annunciata bocciatura della norma che elimina il vincolo di destinare all'affitto le case acquistate con la possibilità di dedurre il 20% dal reddito Irpef . La novità produrrebbe un effetto negativo sulle entrate.

Dal Demanio arriva poi l'allarme sulla cancellazione della norma che consentirebbe di allegare l'attestato di certificazione energetica degli immobili pubblici oggetto di cessione anche dopo la stipula del contratto, senza incorrere in sanzioni. Senza questa misura, sottolinea il Demanio, si rischia di bloccare le operazioni e vanificare il gettito atteso dalla dismissione degli immobili.

Un no arriva anche alla norma che consentirebbe ai Comuni di esentare dai tributi locali le associazioni di cittadini impegnate in operazioni di recupero urbano. Uno stop motivato da ragioni tecniche, tra cui l'impossibilità per le associazioni di rivestire «la qualità di soggetto passivo dei tributi locali».

Inapplicabile viene poi giudicata la misura destinata a escludere dal patto le spese per la bonifica dei siti inquinati di proprietà degli enti territoriali. Mentre viene bocciata la norma che prevede la destinazione del 50% delle aliquote di prodotto derivante dalla produzione di idrocarburi nel mare territoriale a interventi di salvaguardia delle coste, in corrispondenza con gli impianti offshore. L'attribuzione ai Comuni di queste somme determinerebbe «minori entrate per l'Erario prive di compensazione».


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