Lavori Pubblici

Autostrade, Bruxelles accende i fari sulle proroghe dello Sblocca Italia

Mau.S.

Non basta il generico richiamo al rispetto dei principi europei e l'Italia rischia una procedura di infrazione

All'Europa non basta il generico richiamo al rispetto dei principi europei. E l'Italia rischia una procedura di infrazione Ue per la norma sulle concessioni autostradali contenuta nello Sblocca Italia. Bruxelles ha infatti aperto il 17 ottobre la pre-procedura di infrazione Eu-Pilot, chiedendo alle autorità italiane di fornire approfondimenti su determinate questioni per decidere l'esito della procedura.

Dopo la messa in mora sulla proroga della concessione della Livorno Civitavecchia , ora arriva anche il faro sulle norme contenute nel decreto ora in fase di conversione alla Camera.
L'oggetto della comunicazione della DG Mercato interno e servizi della Commissione Europea è l'articolo 5 del decreto Sblocca Italia, che prevede la possibilità per i concessionari autostradali di proporre la stipula di atti per la modifica dei rapporti concessori esistenti sulla base di nuovi piani economico-finanziari.

Per l'Europa questa norma «sembra consentire la realizzazione di significative modifiche a contratti di concessione esistenti riguardanti, in particolare, i lavori da realizzare nell'ambito del rapporto concessorio e il livello delle tariffe». Inoltre, da notizie di stampa - evidenzia la Commissione - risulta che le modifiche «potrebbero consentire altresì in proroghe significative della durata di concessioni esistenti». Nel documento si ricorda tuttavia che, in base ad una direttiva Ue, «lavori complementari non previsti nel contratto di concessione» possono essere aggiudicati ad un concessionario esistenti solo quando «necessari, a seguito di una circostanza imprevista, per l'esecuzione dell'opera prevista, posto che talune specifiche condizioni siano soddisfatte». Inoltre, «modifiche apportate alle disposizioni di un contratto pubblico in corso di validità costituiscono una nuova aggiudicazione quando presentino caratteristiche sostanzialmente diverse» da quelle iniziali.

Bruxelles chiede quindi alle autorità italiane di trasmettere atti aggiuntivi su: quali effetti produrrà l'entrata in vigore dell'articolo 5 del decreto e quali sono la natura e la portata delle modifiche contrattuali che il provvedimento è volto ad autorizzare; a quali casi (specifiche concessioni) le autorità italiane prevedono che l'articolo 5 sarà applicato in concreto e quale sarà il contenuto delle relative modifiche contrattuali; in quale modo le autorità italiane «intendono garantire che l'applicazione della disposizione legislativa sia compatibile con il diritto europeo dei contratti pubblici»; e quale è «esattamente il significato della disposizione nella parte in cui fa riferimento al "rispetto dei principi dell'Ue" e quali sono gli effetti giuridici di tale condizioni e quali le implicazioni concrete».


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