Lavori Pubblici

Sblocca Italia, ok alle norme «salva Genova»

Giuseppe Latour

Sospensive depotenziate e corsia preferenziale per le cause di merito nei casi di minaccia all'incolumità pubblica: questi i contenuti dell'emendamento approvato oggi dalla commissione Ambiente della Camera

Sospensive depotenziate. Corsia preferenziale per le cause di merito. E, soprattutto, efficacia rafforzata per le aggiudicazioni che riguardano situazioni di incolumità pubblica: risulteranno blindate rispetto ai ricorsi sulla corretta applicazione del Codice appalti. Sono queste le tre ricette elaborate dal Governo per evitare che si ripetano casi come quello dei lavori di messa in sicurezza del fiume Bisagno, messi nel congelatore da un ricorso al Tar. Oggi la commissione Ambiente della Camera ha approvato l'emendamento che le contiene, nel corso dei lavori sulla legge di conversione del decreto Sblocca Italia (Dl n. 133/2014).

L'emendamento stabilisce, anzitutto, che «costituiscono esigenze imperative connesse a un interesse generale ai sensi dell'articolo 121, comma 2, del Codice del processo amministrativo, quelle funzionali alla tutela della incolumità pubblica». La norma a cui si fa richiamo dice che il contratto tra impresa e stazione appaltante resta efficace, in caso di esigenze imperative, anche se in fase di gara non sono state rispettate alcune regole del Codice appalti. In sostanza, la tutela dell'incolumità pubblica diventa una causa per superare i problemi relativi al merito della gara, lasciando avanzare i cantieri.
Ma non solo. L'emendamento parla anche delle famigerate sospensive. E dice che il Tribunale amministrativo regionale, «nel valutare l'istanza cautelare», potrà accoglierla solo «nel caso in cui i requisiti di estrema gravità e urgenza siano ritenuti prevalenti rispetto alle esigenze di incolumità pubblica evidenziate dalla stazione appaltante». In sostanza, non dovrà valutare, come avviene adesso, soltanto se esiste il pericolo di ledere i diritti del ricorrente nel caso in cui non si congeli il cantiere. Allo stesso tempo, dovrà considerare il tema dell'incolumità pubblica e, se lo ritiene prevalente, non potrà tutelare i diritti di chi fa ricorso. Questa nuova valutazione dovrà essere fatta «nei casi di procedure ad evidenza pubblica avviate o da avviarsi, in quelli conseguenti alla redazione di verbale di somma urgenza per interventi conseguenti alla dichiarazione dello stato di emergenza, nonché nei casi di cui al comma 1», che sono quelli di estrema urgenza.

Completa il quadro una velocizzazione dei termini per arrivare alla sentenza, nel caso in cui si decida di procedere con la sospensiva. Nelle situazioni disciplinate dal nuovo emendamento il Governo, in sostanza, chiede che si applichino le regole del rito abbreviato, contenute nel Codice del processo amministrativo. Il giudice, una volta emessa l'ordinanza, fissa "la data di discussione del merito alla prima udienza successiva alla scadenza del termine di trenta giorni dalla data di deposito dell'ordinanza, disponendo altresì il deposito dei documenti necessari e l'acquisizione delle eventuali altre prove occorrenti". La controversia viene, di fatto, messa su una corsia preferenziale.


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