Lavori Pubblici

Stabilità, bonus edilizi al massimo (50 e 65%) solo per un anno: dal 2016 torna il 36%

Alessandro Arona

Non «slitta» l'anno di transizione previsto dalla Stabilità di Letta (40% per il recupero e 50% per l'ecobonus): dal 1° gennaio 2016 aliquota ordinaria del 36% per tutti - Niente sei mesi in più per i condomini

Conferma piena, ma solo per un anno (il 2015), dell'aliquota massima per gli sconti fiscali al recupero edilizio delle abitazioni (50%) e al risparmio energetico negli edifici (65%).
La legislazione vigente (articoli 14 e 16 del Dl 63/2013 modificati dalla legge di Stabilità 2014 (147/2013) prevedevano per il 2015 un anno di "terapia a scalare", cioè l'abbassamento del bonus edilizio dal 50 al 40% e dell'ecobonus dal 65 al 50%, per poi atterrare in entrambi i casi, dal 1° gennaio 2016, all'aliquota e alla procedura ordinaria degli sconti al recupero, il 36% e l'articolo16-bis del Tuir (Testo unico imposte sui redditi).
Il disegno di legge varato il 15 ottobre dal Consiglio dei Ministri cancella invece questo anno di "aliquote intermedie", confermando per il 2015 le aliquote al livello massimo del 50 e 65%; ma dal 1° gennaio 2016 si tornerà bruscamente al 36% (a meno che ovviamente, fra un anno, si rimetta un'altra proroga nella legge di Stabilità 2016).

Proroga di un anno anche per il bonus mobili-elettrodomestici (art. 16 c. 2 legge 147/2013), dal 31 dicembre 2014 (quando avrebbe dovuto finire) al 31 dicembre 2015.

Per quanto riguarda l'ecobonus per gli interventi sulle parti comuni dei condomini, era previsto fin dal Dl 63/2013 un periodo di sei mesi in più di aliquota maggiorata: 65% fino al 30/6/2015 e 50% fino al 30/6/2016: con il Ddl Stabilità del governo Renzi si cancella invece questa differenza, e dunque l'aliquota sarà al 65% fino al 31 dicembre 2015 (solo sei mesi di proroga, dunque), e tornerà al 367% dal 1° gennaio 2016 (cancellati sei mesi di aliquota al 50%).

È prevalsa comunque nel governo la convinzione che in una manovra espansiva come quella varata il 15 ottobre non fosse possibile rischiare di perdere nel 2015 l'effetto spinta garantito negli ultimi due anni dai super-bonus: secondo le stime Cresme 13-14 miliardi di euro di investimenti edilizi in più grazie all'aliquota al 50 anziché 36%, e almeno 1,5 miliardi in più grazie all'ecobonus al 65% anziché 55.

Gli sconti fiscali al recupero edilizio delle abitazioni, nati nel 1996 (governo Prodi) al 41% e poi scesi al 36%, sono saliti all'attuale 50% di spese detraibili (in dieci anni) dal 26 giugno 2012 (governo Monti). Le detrazioni al risparmio enmergetico negli edifici, nate nel 2006 (Prodi II) al 55% (scaricabili prima in tre, poi in cinque e poi in 10 anni) sono state alzate all'attuale 65% dal 6 giugno 2013 (governo Letta). Lo stesso esecutivo Letta ha prorogato entrambi gli sconti ad aliquota massima dal 31/12/2013 al 31 dicembre 2014, per poi prevedere una discesa al 40% per il recupero edilizio e al 50% per l'ecobonus nel 2015, e quindi ritornare in entrambi i casi al 36% ordinario dal 2016.

La decisione presa ieri dal governo Renzi con il Ddl di Stabilità 2014 è ora di prorogare di un altro anno le detrazioni alle attuali aliquote massime del 50 e 65%.
Secondo le stime Cresme-Camera dei deputati le detrazioni al recupero sono state utilizzate su interventi edilizi per 28,2 miliardi di euro nel 2014 (14,1 mld di detrazioni in 10 anni) e l'ecobonus a interventi per 4,85 miliardi (coibentazione edifici ma soprattutto panneli solari termici e sostituizione di infissi e caldaie), di cui 2,668 mld di detrazione in 10 anni.
È tuttavia impossibile sapere con esattezza quanta parte di questi interventi di recupero edilizio (bonus 50%) o per il risparmio energetico (65%) siano stati effettivamente "spinti" dai bonus fiscali, cioè non sarebbero stati fatti senza le detrazioni o non sarebbero stati fatti senza le detrazioni al livello record.

Su quest'ultimo punto si può tuttavia fare qualche stima. Nel 2011 – tutto l'anno al 36% – gli interventi che hanno beneficiato delle detrazioni al recupero sono stati pari, come spesa, a 14,4 miliardi (dati Cresme-Camera), saliti nel 2012, con metà anno al 50%, a 16,3 miliardi, e nel 2013 (tutto l'anno al 50%) a 23,5 miliardi. A parità di altri fattori (e teniamo conto che in questi anni la crisi economica e dell'edilizia è peggiorata), sembrerebbe che il 14% in più di sconto abbia spinto 9,1 miliardi di interventi edilizi in più. E per quest'anno il Cresme stima un'ulteriore crescita a 28,2 miliardi, 13,8 in più rispetto al 2011.

Per quanto riguarda il bonus al risparmio energetico (case e altri edifici), l'ultimo anno al 55% (il 2012) valeva secondo i dati Enea-Cresme 2,883 miliardi di euro, saliti (stime Cresme) a 4,0 miliardi nel 2013 (metà anno al 65%) e al 4,8 miliardi quest'anno. Secondo i dati ufficiali Enea di alcuni giorni fa gli investimenti 2013 si sarebbe fermati a 3,5 miliardi di euro, ma ma si tratterebbe comunque di 700 milioni di euro in più di spesa con solo sei mesi di aliquota maggiorata.


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