Lavori Pubblici

Performance bond, Lupi: per facilitarne l'applicazione va esteso ai piccoli lavori

Mauro Salerno

Il ministro risponde a un'interrogazione alla Camera sulle difficoltà applicative della garanzia globale di esecuzione, annunciando di voler estendere la portata della misura con la riforma del codice

Performance bond anche per i piccoli appalti. È la soluzione che ha in mente il governo per rispondere alle difficoltà di applicazione della garanzia globale di esecuzione diventata obbligatoria dal primo luglio per gli appalti integrati sopra i 75 milioni e per le (ormai scomparse) opere affidate a general contractor . Niente nuove proroghe all'orizzonte, dunque, o restringimento della garanzia come chiedono gli operatori, ma al contrario un rilancio della misura.

A spiegare le intenzioni del governo è stato il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, rispondendo a un'interrogazione presentata ieri alla Camera, che sollevava dubbi sulla reale capacità del mercato assicurativo di prestare la garanzia di subentro, chiedendo al governo una soluzione per evitare che «gli importanti appalti soggetti a questa norma rimangano senza aggiudicatari per mancanza della garanzia».

Per Lupi le difficoltà di applicazione del performance bond sono legate alla scarsa diffusione dello strumento, dovuta al fatto che «essa dovrebbe applicarsi solo ad appalti di grandi dimensioni, che sono in numero molto ridotto, ma questa circostanza non ne facilita l'applicazione; invece, accade esattamente il contrario». Le finalità della norma, ha ribadito il ministro sono condivisibili: «controllare in ogni momento l'esecuzione dell'opera e sostituire tempestivamente l'impresa inadempiente, evitando ripercussioni negative sui tempi e i costi di realizzazione. Ma questa normativa espone ad un rischio molto elevato proprio in ragione del numero limitato di appalti disciplinati in tal modo, che non permette a questo soggetto di spalmare il rischio su un numero maggiore di contratti, riducendo così il rischio complessivo che egli assume». Per il ministro «è evidente che assicurare solo grandi appalti espone le imprese a rischi particolarmente concentrati e, quindi, potenzialmente pericolosi per la loro stabilità».

«Per superare queste criticità - ha concluso Lupi - è stata avanzata la proposta di estendere lo strumento anche per appalti medio-piccoli. Ciò permetterebbe di spalmare il rischio su un numero maggiore di contratti, riducendo il rischio complessivo. L'introduzione del performance bond, come previsto in Inghilterra e in America, anche per contratti di medie e piccole dimensioni, potrebbe rivelarsi uno strumento utile sia nella fase di qualificazione, che per la verifica della congruità dell'offerta». La novità, secondo quanto annunciato dal ministro in Parlamento, potrebbe trovare posto nel disegno di legge delega per la riforma del codice degli appalti.


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