Lavori Pubblici

Da luglio 2015 obbligo di predisposizione alla banda larga per edifici nuovi e ristrutturati

Giuseppe Latour

Lo prevede un emendamento al decreto 133/2014 presentato dal relatore in Commissione ambiente, che sarà votato la notte tra il 15 e il 16 ottobre (salvo sorprese)

Arriva l'etichetta "predisposto alla banda larga". Diventerà obbligatoria per tutti gli edifici di nuova costruzione e per quelli sottoposti a ristrutturazione "pesante", a partire da luglio del 2015, tra poco meno di un anno. È quanto stabilisce un emendamento alla legge di conversione del decreto Sblocca Italia (Dl n. 133/2014), presentato dalla relatrice Chiara Braga in commissione Ambiente alla Camera, che sarà approvato nel corso della seduta notturna, salvo sorprese. I lavori della commissione, intanto, procedono tra le incertezze. Il prossimo capitolo da affrontare è l'energia. Ormai, però, tutti ammettono che sta prendendo forma una maratona per portare a casa il testo approvato entro il fine settimana. L'Aula, infatti, resta calendarizzata per il prossimo 20 ottobre.

I tempi fissati dall'emendamento sono serrati: la data chiave è il prossimo primo luglio. Gli edifici di nuova realizzazione, per i quali sia presentata domanda di autorizzazione dopo quel giorno, dovranno «essere equipaggiati di un'infrastruttura fisica multiservizio passiva interna all'edificio, costituita da adeguati spazi istallativi e da impianti di comunicazione ad alta velocità in fibra ottica, fino ai punti terminali di rete». In pratica, l'edificio dovrà essere in grado di agganciarsi alla rete, collegandosi ad internet ad alta velocità. Lo stesso adempimento viene fissato per le opere per le quali venga chiesto il rilascio del permesso di costruire dal primo luglio del prossimo anno. In sostanza, anche in caso di ristrutturazioni pesanti bisognerà rimettere mano alla rete telefonica.

Tutti gli edifici sui quali si interviene, in pratica, dovranno «essere equipaggiati di un punto di accesso». Si tratta «del punto fisico situato all'interno o all'esterno dell'edificio ed accessibile alle imprese che sono autorizzate a fornire reti pubbliche di comunicazione». Gli edifici equipaggiati in base a questo nuovo schema potranno esibire l'etichetta «predisposto alla banda larga», da utilizzare in fase di cessione, affitto o vendita dell'immobile. Sarà un tecnico abilitato a rilasciare la certificazione.

Intanto, i lavori della commissione vanno avanti a singhiozzo ed è ormai certo che non saranno chiusi per la nottata di giovedì, come inizialmente previsto. «Mi sembra onestamente difficile, anche perché l'aula continua a lasciare poco spazio ai nostri lavori», spiega il presidente della commissione Ambiente Ermete Realacci. Per adesso, l'unico articolo pesante ad essere stato completato è il 7, in materia di risorse idriche. In serata, il programma è di chiudere l'esame dell'articolo 6 sulla banda larga, avviato in giornata, per poi mettere mano alle norme di competenza dello Sviluppo economico, muovendo dal pacchetto dedicato all'energia, che va dall'articolo 36 fino al 39 e affronta la spinosa questione delle trivellazioni. È un altro dei punti sui quali l'opposizione del Movimento 5 stelle potrebbe produrre grandi difficoltà.

Tutto il resto sarà discusso a partire da domani. «Tra i temi più delicati restano gli articoli 1, 2 e 3 sulle grandi opere, il 17 sull'edilizia privata e il 5 sulle concessioni autostradali. Sono temi che saranno affrontati nei prossimi giorni», spiega il vicepresidente della commissione Ambiente, Tino Iannuzzi. L'obiettivo, comunque, resta la chiusura dei lavori entro la settimana, per portare il testo in aula lunedì prossimo. «La calendarizzazione dell'aula ci vincola- conclude Iannuzzi -. Non è stata cambiata e non sono in programma modifiche. Quindi, dobbiamo completare i lavori entro il fine settimana, tenendo presente che sarà necessario anche un passaggio in commissione Bilancio».


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