Lavori Pubblici

Sblocca Italia, salta l'emendamento a favore della Nuvola di Fuksas

Giuseppe Latour

Commissione Ambiente: semplificare il riutilizzo nello stesso sito di terre e rocce da scavo provenienti da cantieri di piccole dimensioni

Salta l'emendamento del Governo che avrebbe dovuto salvare la Nuvola di Fuksas con 133 milioni. Mentre, in materia di terre e rocce da scavo, si apre a una disciplina semplificata per i cantieri sotto i 6mila metri cubi, finalizzati alla realizzazione di reti e infrastrutture. Sono queste le novità più importanti maturate nel corso della seduta notturna di lunedì della commissione Ambiente della Camera. I deputati hanno chiuso i loro lavori all'una e mezza, dopo una giornata di discussioni e di molti rinvii. Le votazioni sono finalmente partite. Ma, per adesso, hanno lasciato in coda tutti i passaggi più delicati della norma, come l'articolo 5 sulle concessionarie autostradali o il 17 sull'edilizia privata. La linea di Governo e maggioranza, su questi punti, non sembra ancora chiaramente definita.

L'esame della commissione è partito da due temi sui quali non è stato difficile trovare l'accordo dei deputati: le terre e rocce da scavo e il conto termico. Anche perché, su entrambi i punti, il decreto non prende decisioni definitive ma rinvia a futuri decreti attuativi. Sul fronte delle terre da scavo, viene modificato l'articolo 8 che rimanda a un futuro decreto del ministero dell'Ambiente, con il quale saranno definite le disposizioni di riordino e di semplificazione della materia, secondo una serie di principi e criteri. I deputati hanno aggiunto alcuni criteri nuovi all'elenco predisposto dal Governo.

Il cambiamento più importante riguarda i piccoli cantieri. Tra gli elementi che l'esecutivo dovrà considerare c'è l'obiettivo di "razionalizzare e semplificare il riutilizzo nello stesso sito di terre e rocce da scavo provenienti da cantieri di piccole dimensioni". Si tratta di quelle opere per le quali la produzione di materiale non superi i seimila metri cubi. Ma non si parla di tutti i cantieri: le semplificazioni dovranno riguardare quelli "finalizzati alla costruzione/manutenzione di reti e infrastrutture", con esclusione delle terre provenienti da siti contaminati.

Oltre a questo emendamento, sono state licenziate altre novità. Vengono previsti "specifici criteri e limiti qualitativi e quantitativi per il deposito temporaneo delle terre e rocce da scavo". E, soprattutto, dopo la definizione del decreto attuativo, viene introdotta una "fase di consultazione pubblica per la durata di trenta giorni". Entro altri 30 giorni il ministero dell'Ambiente dovrà presentare "eventuali controdeduzioni alle osservazioni pervenute".

Minima la modifica all'articolo che riguarda il conto termico, il 22. L'aggiornamento del sistema di incentivi resta in capo a un decreto del ministero dello Sviluppo economico, da emanare entro il 31 dicembre 2014, "secondo criteri di semplificazione procedurale". Tra i vari elementi da inserire nel provvedimento, i deputati hanno aggiunto anche un riferimento ai "soggetti di edilizia popolare e cooperative di abitanti". Anche a loro bisognerà garantire l'accesso alle categorie di incentivi della Pa.

A fare rumore, però, non sono solo gli emendamenti approvati, ma anche quelli dichiarati inammissibili. Il presidente dell'ottava commissione, Ermete Realacci ha deciso di mettersi di traverso rispetto a una proposta del Governo. Si tratta dell'emendamento che stanziava 133 milioni di euro del ministero dell'Economia, da dedicare a un aumento di capitale per Eur spa: soldi da investire nel completamento della Nuvola di Fuksas a Roma. Realacci, però, in maniera coerente a quanto aveva dichiarato all'inizio dei lavori, ha reputato la proposta inammissibile, "in quanto afferente a materia estranea al contenuto del decreto legge".


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