Lavori Pubblici

Legge di stabilità, il collegato ambiente tra i provvedimenti strategici

Giuseppe Latour

La commissione Ambiente alla Camera dà disco verde alla nota di aggiornamento del Def. Numerose le norme di rilievo per le costruzioni

Inserire il collegato ambiente alla legge di stabilità 2014 tra i provvedimenti strategici da agganciare alla nuova legge di stabilità, quella relativa al 2015. Dice questo il parere appena approvato dalla commissione Ambiente della Camera sulla nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza. Il pacchetto di manovre di bilancio allo studio del Governo, in altre parole, dovrà rimettere al centro il Ddl al quale i parlamentari lavorano ormai da mesi. Contiene diverse norme strategiche per le costruzioni: la ristrutturazione delle commissioni Via, Vas e Aia, la rimodulazione delle regole sugli immobili abusivi, agevolazioni per gli appalti verdi.

La commissione, in dettaglio, esprime parere favorevole sul Def. Sottolineando, in poche righe, in che modo andrebbe arricchito il pacchetto approntato dall'esecutivo con la nota di aggiornamento e con la legge di stabilità. "Considerato che è in stato di relazione il disegno di legge di iniziativa governativa n. 2093, recante disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali, collegato alla manovra di finanza pubblica per il 2014", si chiede "che il citato disegno di legge possa mantenere la natura di collegato anche nell'ambito della manovra per il 2015".

Il riferimento è al collegato ambiente alla legge di stabilità del 2014. Si tratta di un disegno di legge che ha avuto una vita, a dir poco, travagliata. Rimasto fermo per molti mesi, anche a causa della crisi di Governo di inizio anno, è stato ripreso con decisione dalla commissione Ambiente tra giugno e luglio, quando è stato nominato un comitato ristretto con il compito di esaminare i moltissimi emendamenti presentati dai deputati.
Il testo, nella sua versione originale, contiene una profonda ristrutturazione delle autorizzazioni in materia ambientale, unificando le commissioni Via, Vas e Aia. In questo modo vengono accorpate procedure che finivano spesso per sovrapporsi. Inoltre, viene introdotto un meccanismo per rendere più agevole la rimozione e la demolizione di immobili realizzati abusivamente nelle aree ad alto rischio idrogeologico. Ancora, vengono agevolati gli appalti verdi, attraverso alcune modifiche al Codice appalti. E viene istituito il Fondo di garanzia per gli investimenti idrici, già oggetto di tante polemiche.

Ma non solo: nel corso dei lavori parlamentari il Ddl si è arricchito di diverse modifiche strategiche per i deputati, tanto da diventare uno dei provvedimenti ai quali il presidente dell'ottava commissione, Ermete Realacci guarda con più attenzione. Di recente è arrivato il parere della commissione Bilancio che dà il via libera alla sua approvazione in prima lettura. A questo punto, la commissione Ambiente è pronta a licenziarlo dando mandato ai relatori di portarlo in Aula. L'intenzione di Realacci è ottenere la calendarizzazione subito dopo la discussione dello Sblocca Italia e della legge di stabilità. Quindi, realisticamente, tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre. Collegare il Ddl alla nuova legge di stabilità avrebbe un valore soprattutto politico e potrebbe dare la spinta decisiva per chiudere il suo percorso, a un anno dalla presentazione.


© RIPRODUZIONE RISERVATA