Lavori Pubblici

La difesa di Genova nello Sblocca Italia: opere urgenti a trattativa privata

Giuseppe Latour

Tutti i lavori di contrasto al dissesto idrogeologico considerati improcastinabili non passeranno più dal bando ma saranno aggiudicati tramite affidamento diretto anche sopra il limite di 5,2 milioni

Le norme per accelerare gli interventi di messa in sicurezza a Genova saranno inserite nella legge di conversione del decreto Sblocca Italia (Dl n. 133/2014). La novità, annunciata dalla relatrice Chiara Braga, prevede che tutti i lavori di contrasto al dissesto idrogeologico considerati urgenti non passino più dal bando di gara, ma siano aggiudicati tramite trattativa privata anche sopra il limite fissato adesso in 5,2 milioni di euro: si tratta dell'ennesima deroga al Codice appalti, inserita nel provvedimento. Intanto, l'esame del testo in commissione Ambiente alla Camera procede con una certa difficoltà. Le votazioni, programmate per la mattina dopo il rinvio di giovedì scorso, sono state aggiornate al pomeriggio, a causa di alcune contestazioni del Movimento 5 stelle. Maggioranza e Governo potranno approfittare del tempo in più per definire il pacchetto di interventi su Genova e sciogliere alcuni dei nodi ancora aperti, come la norma sulle concessionarie autostradali e quella sull'edilizia privata.

I contenuti dell'emendamento
L'emendamento, secondo quanto spiega Chiara Braga, prevede «l'affidamento immediato di opere rilevanti e urgenti di contrasto al dissesto idrogeologico, anche sopra la soglia comunitaria degli appalti». Si tratta di una novità che andrà a integrare quanto previsto dall'articolo 9 del provvedimento, che fissa una serie di deroghe per tre categorie di lavori considerati di particolare importanza: messa in sicurezza degli edifici scolastici, adeguamento alla normativa antisismica e azioni urgenti in materia di vincolo idrogeologico.

Senza bando anche i lavori sopra i 5,2 milioni
Il comma 2 stabilisce che i lavori di importo inferiore alla soglia comunitaria considerati urgenti possono essere affidati dalle stazioni appaltanti con invito rivolto ad almeno tre operatori economici e successiva procedura negoziata, «senza previa pubblicazione del bando di gara». La modifica allo studio dovrebbe portare l'estensione della trattativa privata anche sopra la soglia comunitaria, attualmente fissata a 5,2 milioni di euro. Un allargamento notevole che include, a questo punto, tutto il mercato. La relatrice, però, non ha chiarito se il cambiamento sarà applicato anche alle altre ipotesi disciplinate dall'articolo 9: edilizia scolastica e adeguamento antisismico. Se dovesse passare questa linea, buona parte dei lavori in tre categorie strategiche per il nostro paese andrebbero fuori dalle procedure ordinarie del Codice appalti, dribblando il bando di gara.

Votazioni a rilento in commissione
Intanto, le votazioni sul provvedimento procedono in maniera sofferta in commissione Ambiente. Il calendario, dopo il rinvio di giovedì scorso, prevedeva che i lavori partissero già nella mattinata di lunedì. I deputati avrebbero dovuto esaminare le proposte riferite agli articoli 6, 14, 15, 22, 30, 31, 36, 37, 38 e 39, di competenza dello Sviluppo economico, per poi passare agli articoli 7, 8, 22, 33, 34 e 35 e 39, riguardanti le materie di competenza del ministero dell'Ambiente. Il pacchetto relativo alle infrastrutture era programmato in coda. Comprende alcuni dei temi più spinosi, come la norma sulle concessionarie autostradali (articolo 5) e quella sull'edilizia privata (articolo 17).

Rinvio al pomeriggio
Ancora una volta, però, le cose sono andate per le lunghe. Una contestazione del Movimento 5 stelle sui subemendamenti alle proposte di modifica depositate dalla relatrice nei giorni scorsi ha fatto slittare i lavori. Va detto che il ritardo ha fatto comodo anche alla maggioranza. Il Pd, d'accordo con Palazzo Chigi, sta approfittando di queste ore per definire il pacchetto di misure che impatterà sul dissesto idrogeologico e risponderà in maniera immediata alle urgenze che arrivano da Genova. Inoltre, non è ancora emersa una linea chiara su molti degli articoli più complessi. L'ufficio di presidenza, convocato in mattinata, ha fissato una nuova riunione per il pomeriggio di lunedì.


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