Lavori Pubblici

Piccoli comuni, riparte il Ddl Realacci: fondi per scuole e infrastrutture

Giuseppe Latour

Viene istituito presso il ministero dell'Economia un fondo, alimentato con 40 milioni all'anno, per la concessione di contributi destinati alla tutela dell'ambiente, ai beni culturali, alla messa in sicurezza degli edifici

Il Ddl Realacci sui piccoli Comuni sotto i 5mila abitanti si rimette in moto. E, stavolta, sembra destinato ad essere approvato:le commissioni Ambiente e Bilancio della Camera si preparano a chiudere la discussione sul testo, dando mandato ai relatori per portarlo in Aula . Con l'obiettivo di arrivare all'approvazione a Montecitorio entro novembre, subito dopo la legge di stabilità. In questo modo, si completa un percorso partito nel lontano 2001.

Fondi per edilizia scolastica e infrastrutture
Il senso generale del testo viene illustrato dal presidente della commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci: "Si tratta di un'idea ambiziosa d'Italia che fa perno sui territori e usa la nostra storia come trampolino per il futuro. Non vogliamo scegliere un atteggiamento difensivo ma vogliamo valorizzare i piccoli Comuni". Coinvolte dal disegno di legge sono circa 5.600 amministrazioni sotto i 5mila abitanti: centri che ospitano dieci milioni di cittadini. In concreto, questa idea viene declinata attraverso una serie di strumenti innovativi. Ad esempio, viene istituito presso il ministero dell'Economia un fondo, alimentato con 40 milioni all'anno, per la concessione di contributi destinati alla tutela dell'ambiente, ai beni culturali, alla messa in sicurezza delle infrastrutture e degli edifici scolastici. Allo stesso tempo, Viene creata una cabina di regia con il compito di gestire un piano nazionale per i territori rurali, con l'obiettivo di riqualificare i terreni abbandonati e degradati.

Iannuzzi, mix pubblico privato per i centri storici
C'è un capitolo dedicato ai centri storici, del quale parla il relatore Tino Iannuzzi (Pd). "Dobbiamo invertire l'attuale tendenza di degrado e di abbandono. Per questo abbiamo previsto un meccanismo nuovo. I Comuni, attraverso le loro delibere, possono identificare pezzi di centro storico da salvaguardare. A quel punto, interviene il denaro pubblico, grazie a un fondo statale, ma anche quello privato, di quei soggetti che vogliono valorizzare i propri immobili nell'area. Da questo mix ci attendiamo grandi risultati".

Misiani, serve denaro pubblico
Un passaggio importante della norma viene dedicato alle aree montane, come dice Enrico Borghi (Pd): "Cerchiamo di intervenire sul tema del contrasto all'abbandono dei terreni. Vogliamo consentire ai Comuni una sorta di surroga della proprietà assenteista, in caso di terreni non utilizzati". Antonio Misiani (Pd) evoca il tema delle risorse. "Tutte queste misure hanno bisogno anche di un po' di denaro. Non è molto ma sono soldi che hanno potenzialmente un altissimo rendimento. In un bilancio da 800 miliardi di euro, penso sia possibile trovarli".

Baretta, superare il patto di stabilità
Per trovare questo denaro il sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta individua due strade maestre. La prima è la cancellazione del patto di stabilità. "Dobbiamo dire con chiarezza che questo strumento ha esaurito tutte le proprie potenzialità. Per questo, nella prossima legge di stabilità stiamo lavorando alla sua cancellazione". Non succederà subito, però. "Non penso che riusciremo a farlo già nel 2015. Probabilmente dovremo aspettare almeno il 2016, sempre considerando che bisogna salvaguardare degli equilibri di finanza pubblica". L'altro tema riguarda la tassazione degli enti locali. "Dobbiamo varare un'imposta unica che raccolga l'insieme delle imposizioni fiscali che restano alle amministrazioni, differenziandole da quelle statali".

Realacci, approvazione entro novembre
Sui tempi di approvazione del provvedimento, si esprime lo stesso Realacci. "Le commissioni Ambiente e Bilancio sono pronte a dare mandato ai relatori di discutere il testo in Aula. Bisogna solo trovare la finestra giusta all'interno dei lavori parlamentari, che sono molto affollati in questo periodo. Realisticamente, auspichiamo di inserirlo in discussione dopo l'approvazione della legge di stabilità. Quindi, entro novembre".


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