Lavori Pubblici

Sblocca Italia, stretta sulla Cispadana e impianti a banda larga negli edifici

Alessandro Arona e Giuseppe Latour

Gli emendamenti della relatrice Chiara Braga (Pd) - L'autostrada emiliana in legge obiettivo, obbligo di predisporre alla fibra ottica gli edifici nuovi e ristrutturati

Arriva l'etichetta "predisposto alla banda larga". Diventerà obbligatoria per tutti gli edifici di nuova costruzione e per quelli sottoposti a ristrutturazione "pesante", a partire da luglio del 2015, tra poco meno di un anno. E' quanto stabilisce un emendamento alla legge di conversione del decreto Sblocca Italia (Dl n. 133/2014), appena presentato dalla relatrice Chiara Braga in commissione Ambiente alla Camera.
Tra gli altri emendamenti spicca inoltre quello sull'autostrada Cispdana, project financing da 1,3 miliardi promosso dalla Regione Emilia Romagna e un po' impantanato a causa della procedura Via, che con l'emendamento si punta a sbloccare trasferendo l'opera in legge obiettivo.

Autostrada Cispadana allo Stato
L'autostrada Cispadana («asse autostradale che connette la A22, dal casello di Reggiolo-Rolo con la A13, al casello di Ferrara Sud») è un project financing da circa 1,3 miliardi di euro di costo di costruzione nel progetto definitivo (con contributo pubblico al momento quantificato in 179,7 milioni), lanciato nel lontano 2006 dalla Regione Emilia Romagna con l'avviso per la ricerca dei promotori "fase 1". Il promotore è stato poi individuato nel 2007 (una cordata a guida Autobrennero, con il 51%, e poi Coopsette e Pizzarotti con il 19,3% ciascuno, Collini 3%, Oberosler 2,3%. e altre imprese di costruzioni con piccole quote). La gara fase 2 è stata pubblicata l'11 aprile 2008 e aggiudicata il 25 gennaio 2010 agli stessi promotori, con concessione rilasciata il 25 novembre dello stesso 2010.
Il progetto definitivo è stato presentato dai concessionari nel 2012, e la procedura di Via è stata avviata il 10 ottobre 2012. Il 20 dicembre 2012 è stata avviata la conferenza di servizi, ma da allora tutto si impantanato, perché ancora il progetto è in attesa della valutazione di impatto ambientale, nonostante siano scaduti tutti i termini. Inoltre il concessionario ha fatto riservatamente sapere alla Regione che il contesto economico e finanziario mutato, rispetto al 2010, ha reso non più in equilibrio il piano economico-finanziario, e dunque servirebbe un ulteriore contributo pubblico per circa 350 milioni di euro: una cifra fuori dalla portata dalla Regione Emilia Romagna, ma che i concessionario suggeriscano possa essere riconosciuta dallo Stato sotto forma di defiscalizzazione.
L'emendamento presentato dalla relatrice, in accordo con il governo, punta in sostanza a inserire l'opera tra quelle di interesse strategico nazionale, dunque con le procedure di legge obiettivo che rendono non vincolante il parere Via e la conferenza di servizi e più stringenti i tempi di approvazione finale, da parte del Cipe. Inoltre il passaggio dell'opera tra quelle statali consentirebbe al Cipe stesso, ma questo l'emendamento non lo dice, di concedere la defiscalizzazione.
Oltre a «qualificare» l'opera «quale infrastruttura di rilevanza strategica nazionale» il testo stabilisce che «a decorrere dal 1° gennaio 2015 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti subentra alla Regione Emilia Romagna nelle funzioni di concedente e conseguentemente in tutti i rapporti attivi e passivi derivanti dalla concessione di costruzione e gestione dell'asse autostradale ... ». Inoltre «il ministero delle Infrastrutture e Trasporti e la società concessionaria provvedono ad adeguare la convenzione in essere alla disciplina procedurale prevista dalla legislazione vigente in materia di infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale».
Si stabilisce infine che il contributo pubblico di 179,7 milioni di euro, già stanziato dalla Regione, deve essere trasferito allo Stato, in dieci rate annuali da girare al ministero delle Infrastrutture.

Banda larga per tutti
I tempi fissati dall'emendamento sono serrati: la data chiave è il prossimo primo luglio. Gli edifici di nuova realizzazione, per i quali sia presentata domanda di autorizzazione dopo quel giorno, dovranno «essere equipaggiati di un'infrastruttura fisica multiservizio passiva interna all'edificio, ostituita da adeguati spazi istallativi e da impianti di comunicazione ad alta velocità in fibra ottica, fino ai punti terminali di rete». In pratica, l'edificio dovrà essere in grado di agganciarsi alla rete, collegandosi ad internet ad alta velocità. Lo stesso adempimento viene fissato per le opere per le quali venga chiesto il rilascio del permesso di costruire dal primo luglio del prossimo anno. In sostanza, anche in caso di ristrutturazioni pesanti bisognerà rimettere mano alla rete telefonica.
Tutti gli edifici sui quali si interviene, in pratica, dovranno «essere equipaggiati di un punto di accesso». Si tratta «del punto fisico situato all'interno o all'esterno dell'edificio ed accessibile alle imprese che sono autorizzate a fornire reti pubbliche di comunicazione». Gli edifici equipaggiati in base a questo nuovo schema potranno esibire l'etichetta «predisposto alla banda larga», da utilizzare in fase di cessione, affitto o vendita dell'immobile. Sarà un tecnico abilitato a rilasciare la certificazione.
La norma, peraltro, fa il paio con un'altra novità, e cioè che l'infrastrutturazione tramite banda larga viene qualificata come opera di urbanizzazione primaria.

Emilia Romagna, proroga per lo stato di emergenza
Completa il quadro un emendamento che interviene sul sisma che ha colpito l'Emilia Romagna a maggio del 2012. Il relativo stato di emergenza viene prorogato e portato fino alla scadenza del 31 dicembre 2015.


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