Lavori Pubblici

Cantone: con il nuovo codice più «soft regulation» meno rigore formale

GIuseppe Latour

Nencini: la legge delega andrà in commissione Lavori pubblici al Senato tra il 15 e il 20 ottobre prossimi.

Dare un ruolo più pesante ai sistemi di "soft regulation", come i bandi tipo, il precontenzioso, le determinazioni. Il presidente dell'Anac Raffaele Cantone, nel corso di un convegno dedicato alle infrastrutture, giovedì pomeriggio alla Camera, fa il punto sull'andamento dei lavori per la riforma del Codice degli appalti. E sollecita a semplificare l'attuale sistema di regole, troppo attento ai dettagli e incapace di intercettare i grandi fenomeni, dando un peso maggiore a strumenti gestiti per via amministrativa. Sul fronte parlamentare, invece, arriva un aggiornamento dal viceministro delle Infrastrutture, Riccardo Nencini: la legge delega andrà in commissione Lavori pubblici al Senato tra il 15 e il 20 ottobre prossimi.

«Il sistema del Codice – dice Cantone - attualmente è strutturato in maniera tale da riuscire a vedere la pagliuzza ma da non essere in grado di individuare la trave». In altre parole, c'è troppa attenzione ai dettagli. «Nell'ultima riunione del Consiglio dell'Anac ci siamo trovati a discutere una sanzione a un'impresa perché il suo responsabile era stato condannato anni prima per un reato di lesioni colpose, non dichiarato in sede di gara. Questo livello di controllo è soltanto formale e non serve».

Sul fronte del Codice, allora, bisogna ricercare una maggiore semplicità. "Dobbiamo chiedere meno adempimenti alle imprese, dobbiamo adottare un approccio meno formale". A fronte di questo, però, alcuni strumenti andrebbero potenziati e potrebbero dare grandi risultati. Ancora Cantone: "Penso a sistemi chiamati anche di "soft regulation", come i bandi tipo. Si tratta di uno strumento che potrebbe essere di grande efficacia, perché con clausole scritte bene si limitano molto le possibilità di corruzione. Lo stesso si può dire per le determine dell'Autorità, che ha il potere di dare indicazioni cogenti agli operatori di mercato. O al precontenzioso, sul quale abbiamo cercato di investire molte energie nei nostri primi mesi di attività".
In questo quadro, poi, arriva ancora una volta il richiamo a frenare il fenomeno delle deroghe. "Stabiliamo a monte una serie di casi all'interno dei quali è possibile derogare alle regole ordinarie, ma non fissiamo più casi nuovi con leggi singole". Sul punto il presidente dell'Anas Pietro Ciucci spiega: "Concordo sulla necessità di frenare le deroghe. E tengo a sottolineare che tutti gli investimenti di Anas sono stati fatti nell'ambito delle regole ordinarie del Codice appalti".
Il viceministro delle Infrastrutture Riccardo Nencini approfitta, invece, per fare il punto sul fronte parlamentare. "Ho già parlato con il presidente della commissione Lavori pubblici del Senato, Altero Matteoli e stiamo lavorando per far partire da lì il disegno di legge delega". I tempi sono quelli già ipotizzati nelle scorse settimane. "Puntiamo a partire tra il 15 e il 20 ottobre prossimo". Il relatore sembra confermato: dovrebbe essere Salvatore Margiotta del Partito democratico.


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