Lavori Pubblici

Decreto legge 90, guida alle norme anticorruzione e alle novità sui Tar

a cura di Alessandro Arona e Massimo Frontera

Stretta sulle varianti, poteri di vigilanza concentrati su Cantone, imprese a rischio commissariate - Ma l'ondata di rigore è già finita con lo Sblocca Italia - I commenti degli esperti anche sul Dl 91

Il decreto legge Pa (90/2014) convertito in legge è andato in «Gazzetta» il 18 agosto, ma sembra già di un altro Governo. La spinta anticorruzione che lo caratterizzava (super-poteri all'Anac di Cantone, commissari nelle imprese con vertici indagati, controlli sulle varianti in corso d'opera, controlli su Expo, white list antimafia più forti) ha già "cambiato verso" nel decreto Sblocca Italia, che ha invece deroghe e procedure speciali a raffica: le trattative private per gli appalti sottosoglia su scuole, dissesto idrogeologico, bonifiche, beni culturali, i poteri commissariali a Fs sulla Napoli-Bari, le proroghe alle concessioni autostradali, la procedura negoziata facile per la bonifica dei siti inquinati, le gare a tempi ridotti per Bagnoli.

Neldossier on line di Edilizia e Territorio (che riguarda anche il Dl 91 in materia di scuole, bonifiche, ambiente) l'analisi di Roberto Mangani su un «Governo senza bussola» in materia di appalti pubblici, e le spiegazioni degli esperti su tutte le norme dei due decreti (anche il 91 sull'ambiente) di interesse per l'edilizia.

Nel dossier anche un "guida all'applicazione" di un decreto, il 90/2014 (parte edilizia e appalti) che è in larga parte un "work in progress", con molte norme di non semplice lettura o di non immediata applicazione (perché necessitano di provvedimenti attuativi).

In materia di edilizia privata, ad esempio, la novità del modulo unico per Scia e permesso di costruire è stata finora attuata da solo quattro Regioni, e soprattutto non è stata seguita dall'annunciato regolamento edilizio unico, che non è andato nello Sblocca Italia.
In materia di appalti, le norme sui commissari anticorruzione lasciano spazio a interpretazioni molto estensive sulla possibilità di limitare i poteri dell'azienda colpita, anche se finora Cantone si è attenuto a una lettura più "garantista". Anche nell'attività del commissario restano ampie incertezza sulla governance generale dell'impresa e sull'accantonamento degli utili.
La stessa nuova Autorità unica unificata sotto l'Anac prenderà corpo solo dopo il Dpcm di riorganizzazione, da fare entro fine anno.

Tutta da verificare inoltre l'efficacia dei controlli a tappeto sulle varianti in corso d'opera. E sempre in materia di trasparenza e legalità, Ivan Cicconi (direttore Itaca) ci aiuta nel suo servizio a evidenziare le contraddizioni nel processo di centralizzazione degli appalti di lavori limitato alla fase della gara: il paradosso, parlando di lavori, è che il rischio corruzione e infiltrazioni mafiose aumentino nella fase post-aggiudicazione, vista la minore capacità di controllo che si rischia di avere da parte delle singole stazioni appaltanti, che resteranno responsabili della fase di direzione lavori perdendo però il controllo della gara.

Laura Savelli ci aiuta inoltre a capire quali trappole si possono nascondere nella fase transitoria di introduzione delle white list antimafia. Difficoltà interpretative – lo ha sottolineato anche l'Ance in audizione alla Camera – anche nella norma sul "soccorso istruttorio", che punta a rendere meno formalistica la verifica dei documenti per l'attestazione dei requisiti generali di cui agli articoli 38 e 46 del codice, ma che lascia troppo spazio all'interpretazione delle singole stazioni appaltanti sul concetto di «irregolarità essenziali».

Difficoltà rischia di creare anche il nuovo fondo per la progettazione interna nella Pa, mentre più semplici e lineari sembrano essere le norme che accelerano i termini per i giudizi amministrativi in materia di appalti (termini più per le sentenze di Tar e Consiglio di Stato, per il deposito e per la pubblicazione del dispositivo), e quelle che cercano di limitare i "ricorsi temerari" (alzando le sanzioni). Si tratta comunque di novità che dovranno essere testate sul campo.

Nel decreto legge 91/2014, invece, focus sui finanziamenti del Fondo Kyoto per mettere in efficienza gli edifici scolastici, le procedure speciali per fronteggiare gli interventi per il contrasto del rischio idrogeologico, la nuova possibilità di intervenire nelle bonifiche con tempi contingentati (e silenzio assenso), il riutilizzo delle terre ricavate dai dragaggi, le novità sul Sistri e la commissione di valutazione di impatto ambientale.


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