Lavori Pubblici

Corte dei Conti: dal 19 agosto niente più «incentivi 2%» ai dirigenti della Pa

GIuseppe Latour

I giudici contabili danno i chiarimenti sulla fase transitoria dopo la cancellazione (e riformulazione) dell'incentivo per i progetti in house da parte del Dl 90/2014

È il 19 agosto lo spartiacque che ha cambiato la struttura dell'incentivo alla progettazione interna della pubblica amministrazione. Oltre quella data non è più possibile destinare il denaro del due per cento ai dirigenti della pubblica amministrazione. L'innovativa interpretazione arriva dalla Corte dei conti, sezione di controllo dell'Emilia Romagna: i giudici analizzano il problema del nuovo assetto nella deliberazione n. 183 del 2014, redatta lo scorso 19 settembre .

La pronuncia nasce da una richiesta del Comune di Cesenatico, che interroga la Corte dei conti: «È legittimo corrispondere, per attività svolte nell'anno 2013, incentivi di progettazione ai sensi dell'articolo 92 del Dlgs n. 163 del 2006 al dirigente del settore urbanistica incaricato per l'ente», nel caso in cui «il regolamento comunale vigente espressamente prevede che progettisti si identificano nei dipendenti di ruolo facenti parte dell'ufficio tecnico». Questo problema di applicazione dell'incentivo tra diversi uffici di un'amministrazione è, però, anche l'occasione per fare il punto su una questione molto più interessante: cosa avviene alla luce delle recenti modifiche al sistema degli incentivi.

Spiega, infatti, la Corte: «La disciplina in tema di riparto del fondo per l'incentivazione per la progettazione interna è stata riconsiderata ad opera dell'articolo 13-bis del decreto legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito dalla legge 11 agosto 2014, n. 114». Con questo pacchetto di norme sono stati abrogati i commi 5 e 6 dell'articolo 92 del Codice appalti ed è stato approvato un nuovo comma, in base al quale viene istituito un fondo per la progettazione che, per l'ottanta per cento, viene destinato ai progettisti interni alla Pa e per il restante 20 per cento andrà a incentivi in innovazione. Questa nuova forma di incentivo non spetta, però, in alcun modo ai dirigenti, che restano tagliati fuori in ragione del fatto che i loro stipendi già inglobano in qualche modo il bonus.

Si pone, allora, il problema della fase transitoria. La Corte dei conti, cioè, si interroga su cosa avviene a quelle progettazioni già avviate al momento del varo delle nuove norme. Non è chiaro, in altre parole, da quale momento scatti il nuovo regime, escludendo i dirigenti dalla ripartizione dell'incentivo. I giudici, allora, chiariscono che la disposizione «non è applicabile retroattivamente, non essendo norma di interpretazione autentica». Lo spartiacque per individuare il momento in cui scatta il nuovo regime è, per l'esattezza, «l'entrata in vigore della legge di conversione», il 19 agosto 2014. Fino a quel momento ai dirigenti poteva essere corrisposto l'incentivo. Oltre quella data, si passa al nuovo sistema e i dirigenti risultano, così, esclusi.


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