Lavori Pubblici

Ingegneri contro il ministero: cassa in deroga anche per gli studi

Giuseppe Latour

Tutto nasce dalla circolare 19/2014 del Lavoro, che ha escluso i dipendenti degli studi professionali dalla Cig in deroga, che invece si applica nelle società di ingegneria

Il Consiglio nazionale degli ingegneri attacca l'interpretazione del ministero del Lavoro che esclude i dipendenti degli studi professionali dalla cassa integrazione in deroga. L'affondo arriva dal presidente del Cni, Armando Zambrano: «Siamo per una profonda revisione degli strumenti che intervengono a sostegno di quanti perdono il posto di lavoro, ma questa interpretazione è del tutto incomprensibile. Ancora una volta i professionisti italiani sono trattati come figli di un dio minore. Abbiamo chiesto al ministero del Lavoro un incontro urgente per sanare una profonda ingiustizia».

Tutto nasce dalla circolare n. 19 del 2014 del ministero del Lavoro, che ha interpretato quanto stabilito nel Dm 83473/14, escludendo i dipendenti degli studi professionali dalla cassa integrazione guadagni in deroga. La decisione è stata accolta con sorpresa dalle associazioni delle partite Iva. Anche perché solo pochi giorni prima era arrivata un'apertura da parte dell'Inps, che in una sua circolare aveva previsto la possibilità di estendere anche al mondo delle professioni i benefici del fondo di solidarietà residuale.

Sul tema, allora, interviene Zambrano. «I professionisti affrontano da anni senza rete una congiuntura economica che ha portato i loro redditi a contrarsi di oltre il 30%. Inoltre, con la riforma degli ordinamenti professionali, il legislatore ci ha imposto nuovi e gravosi oneri derivanti dall'introduzione dell'obbligo dell'assicurazione professionale e della formazione continua». Adesso questa interpretazione li colpisce ulteriormente. «I dipendenti che lavorano nei nostri studi (che sono dipendenti uguali a tutti gli altri) – prosegue - sono esclusi dalla circolare interpretativa del ministero dalle misure di sostegno cui possono accedere tutti gli altri lavoratori». Una discriminazione che salta all'occhio, perché non vale per le società di ingegneria. «Questo comporta una disparità di trattamento nello stesso settore dell'ingegneria, in quanto i dipendenti delle società di ingegneria sembrerebbero poter accedere a tali misure mentre quelli degli studi professionali no. Si tratta di una esclusione profondamente ingiusta», conclude il presidente. Il Cni ha già richiesto un incontro al ministero del Lavoro sul punto ed è in attesa di una risposta.


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