Lavori Pubblici

Ance: cancellare le deroghe alle regole ordinarie in materia di appalti

Giuseppe Latour

L'Associazione costruttori contro la replica del modello Protezione civile. Affondo sull'articolo 7 del decreto. «Suscita forte preoccupazione la possibilità di ricorrere a società in house dei ministeri per l'attuazione degli interventi previsti dal piano di mitigazione del rischio idrogeologico»

No alla replica del modello Protezione civile. La valanga di deroghe alle regole ordinarie in materia di appalti, inserita dal Governo nel decreto Sblocca Italia, è al centro delle preoccupazioni dell'Ance che, nel corso dell'audizione davanti alla commissione Ambiente della Camera, attacca e chiede la cancellazione di diversi articoli del provvedimento. Ma non solo: qualcosa andrebbe fatto anche sul fronte delle risorse. Quelle messe sul piatto dal Dl 133/2014 sono poche e hanno tempi troppo lunghi. La legge di stabilità in arrivo dovrà essere meno timida.
L'affondo più pesante arriva sull'articolo 7 del decreto. "Suscita forte preoccupazione – spiegano i costruttori - la possibilità di ricorrere a società in house dei ministeri per l'attuazione degli interventi previsti dal piano di mitigazione del rischio idrogeologico". Il testo, in questo senso, dice addio agli "obiettivi di massima trasparenza, in particolare nell'affidamento dei lavori di riduzione del rischio idrogeologico, riproponendo un modello di intervento simile a quello ideato in passato in particolare per l'intervento della Protezione civile".

L'uso generoso di deroghe ed eccezioni alle norme ordinarie è oggetto di critica in diversi passaggi. L'articolo 9, addirittura, andrebbe soppresso: qui si parla, ancora una volta, di interventi di mitigazione del rischio idrogeologico e di edilizia scolastica. Prevedendo "un forte restringimento della concorrenza e del mercato". Nel mirino, tra le altre cose, finisce la norma che allarga la procedura negoziata senza bando agli interventi certificati dall'ente interessato come indifferibili. E quella che prevede l'invito di soli tre operatori entro la soglia comunitaria.

Queste norme saranno applicate anche al piano di messa in sicurezza degli edifici scolastici approvato dal Governo in estate. "Con l'utilizzo delle nuove procedure di somma urgenza per la messa in sicurezza degli edifici scolastici – spiega l'Ance -, circa il 55% degli appalti sarebbe assegnato attraverso affidamento diretto, con l'invito di soli 5 operatori, mentre il restante 45% sarebbe affidato attraverso una procedura di gara che prevede l'invito di soli 3 operatori economici, quindi con concorrenza estremamente limitata". Oltre 600 milioni di lavori nei prossimi quattro mesi saranno, così, affidati senza usare le regole ordinarie.

Non piace nemmeno l'articolo 33, che istituisce una procedura speciale per l'area di Bagnoli, applicabile anche nel resto del paese: "La disposizione desta perplessità, soprattutto per quanto concerne le procedure che riguardano l'affidamento dei lavori pubblici, poiché il previsto dimezzamento di tutti i termini procedurali riportati dal Codice dei contratti potrebbe condizionare sia il corretto svolgimento della gara sia, a monte, la partecipazione di tutti gli interessati e, con essi, l'individuazione del miglior offerente". Anche l'articolo 34, in materia di bonifiche, introduce una previsione che "consente alla stazione appaltante di ricorrere alle procedure negoziate senza bando (quindi ricorrendo ad una procedura su invito, non aperta a tutti), anche qualora non vi sia, come da regola generale, l'estrema urgenza dell'intervento, ma il ricorrere della semplice urgenza". Per l'Ance andrebbe modificato.

Nella relazione dei costruttori, però, non si parla solo di deroghe ma anche di soldi. "L'attenzione che il Governo ha posto verso l'edilizia come motore per la ripresa dell'economia è certamente apprezzabile. Tuttavia, le risorse messe a disposizione e il loro profilo temporale eccessivamente lungo non sono in grado di imprimere un impatto immediato sul settore delle costruzioni e sul mercato interno che l'attuale situazione economico-finanziaria del Paese richiederebbe con urgenza". Il provvedimento, così com'è, non basta. "La prossima legge di Stabilità dovrà trovare lo spazio per liberare risorse aggiuntive da destinare agli investimenti infrastrutturali utili per il Paese, quali la messa in sicurezza del territorio e degli edifici scolastici, gli interventi per le città, nonché quelli di manutenzione della rete stradale e ferroviaria".


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