Lavori Pubblici

Rifiuti, nel decreto una «legge obiettivo» per gli inceneritori

Carmen Chierchia

L'articolo 35 del Dl 133/2014 prevede il dimezzamento dei tempi di autorizzazione per realizzare una rete di impianti necessaria a superare le criticità dello smaltimento

Disposizioni tese a favorire l'autorizzazione e la costruzione degli impianti di termo trattamento di rifiuti (inceneritori). È quanto prevede l'articolo 35 del decreto legge 133/2014 che introduce un complesso di norme volte a ridefinire sia l'inquadramento giuridico di tali impianti sia la procedura per la loro autorizzazione.

In particolare, il decreto Sblocca Italia programma l'istituzione di una rete di impianti di smaltimento dei rifiuti e di recupero energetico che costituiranno un sistema integrato e moderno di gestione dei rifiuti. Per far ciò, entro 90 giorni dall'entrata in vigore del decreto legge, il Presidente del Consiglio dei Ministri individuerà con decreto – dietro proposta del Ministero dell'Ambiente – gli impianti che faranno parte di tale sistema integrato.

Per garantire la completa funzionalità alla rete degli impianti così individuati, il legislatore introduce alcune disposizioni di favore che sono volte ad incidere su più aspetti:

a) Qualificazione giuridica: Il decreto 133/2014 espressamente qualifica tali impianti di termotrattamento come infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale;

b) Operatività degli impianti: centrale nella ratio dell'intero articolo è la previsione secondo cui gli impianti di termo trattamento devono essere autorizzati a saturazione del carico termico. Il carico termico è la capacità di incenerimento dei forni; nella prassi non è detto – anzi spesso non accade – che gli impianti di termo trattamento dei rifiuti siano attivi sfruttando tutta la capacità del carico termico. Secondo l'articolo 35 in commento, invece, gli impianti che verranno individuati dal governo dovranno aumentare la propria capacità comburente, aumentando, per converso, la quantità dei rifiuti che potranno essere trattati in ciascuno di essi.

c) Adeguamento delle autorizzazioni: per poter legittimamente operare al massimo del carico termico, gli impianti dovranno essere adeguatamente autorizzati. Pertanto, con una previsione forse un po' ottimistica, il decreto 133/2014 prevede che entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, le autorità competenti dovranno adeguare le autorizzazioni integrate ambientali già ottenute per gli impianti esistenti, mentre per gli impianti di nuova realizzazione dovranno essere autorizzati fin da subito al funzionamento a saturazione del carico termico;

d) Procedimenti di autorizzazione: la costruzione degli impianti nuovi nonché il rilascio delle autorizzazioni per adeguare il funzionamento seguiranno una procedura semplificata in termini di tempi: infatti i termini per le procedure espropriative, di valutazione di impatto ambientale, e di autorizzazione integrata ambientale sono ridotti alla metà, così come sono dimezzati i termini residui dei procedimenti pendenti. Se le regioni non si adegueranno alle previsioni del decreto Sblocca Italia, il Governo sarà chiamato ad intervenire in via sostitutiva.

e) Provenienza dei rifiuti. Gli impianti che saranno individuati dal decreto del Presidente del Consiglio potranno ospitare rifiuti prodotti nell'intero territorio nazionale e non solo nel bacino regionale di ciascun impianto: lo scopo evidente di tale norma è di fluidificare la circolazione in ambito nazionale dei rifiuti per alleggerire il carico delle zone del territorio maggiormente gravate dal carico di rifiuti.


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