Lavori Pubblici

Da Cdp altri 15 miliardi per le infrastrutture da investire entro il 2015

Massimo Frontera

Ma serve un decreto attuativo del Mef e una o più convenzioni Economia-Cassa depositi e prestiti

Il plafond di investimenti che Cassa depositi e prestiti potrà indirizzare a progetti di sviluppo in Italia passa da 80 a 95 miliardi. La relazione tecnica all'articolo 10 del Dl 133/2014 quantifica in questi termini il potenziamento del raggio d'azione di Via Goito, consentendo un più massiccio intervento soprattutto a sostegno di opere infrastrutturali, e in particolare di reti di telecomunicazione.

Il cuore della novità sta nella possibilità di intervento, con garanzia dello Stato, anche in iniziative promosse da privati per obiettivi di pubblica utilità.
Gran parte di questa accresciuta potenzialità riguarda la "gestione separata", cioè quella con garanzia dello Stato. Viene inoltre ampliata la possibilità di investire le risorse della gestione ordinaria (non assistita da garanzia dello Stato) e di aumentare le iniziative a sostegno del sistema paese con garanzia dello Stato sulle esposizioni di Cdp.

Le novità richiedono misure attuative. Grazie a queste modifiche il piano industriale di Cdp 2013-2015 consentirà di movimentare risorse sensibilmente superiori ai 70 miliardi movimentati dal precedente piano industriale 2010-2012. Il consuntivo del precedente triennio operativo di Cdp era stato comunicato nel maggio scorso dallo stesso presidente, Franco Bassanini, nel corso di un'audizione in Parlamento. Resta da capire come sarà l'articolazione delle misure tra i vari tipi di impiego all'interno del piano industriale.
Più in dettaglio, per quanto riguarda la gestione separata, si consentono investimenti con garanzia dello Stato anche a iniziative promosse da «soggetti privati per il compimento di operazioni nei settori di interesse generale», a patto di tenere conto della «sostenibilità economico-finanziaria di ciascuna operazione».

Contestualmente si interviene anche sul fronte della garanzia statale alle iniziative della gestione separata, di fatto consentendo a Cdp di liberare più risorse. La garanzia dello Stato resta onerosa e, soprattutto, deve essere «compatibile con la normativa europea in materia di garanzie onerose concesse dallo Stato». Questa novità non è però immediatamente operativa. Serve infatti un Dm Economia per definire «i settori di intervento nonché i criteri e i limiti delle operazioni dei soggetti privati e i relativi settori di intervento». Saranno necessarie inoltre «una o più convenzioni» Mef-Cdp per disciplinare «criteri e le modalità operative, la durata e la remunerazione della predetta garanzia» statale.

Infine, come sintetizzato dalla relazione tecnica, il Dl «estende il regime di esenzione della ritenuta sugli interessi e sugli altri proventi cosrrisposti a fronte di finanziamenti a medio e lungo termine concessi alle imprese» da banche e istituti di promozione dello sviluppo.


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