Lavori Pubblici

Norme tecniche a una svolta: possibile approvazione entro il mese

Giuseppe Latour

Critico il Consiglio nazionale degli ingegneri: Sarà difficile farcela, manca ancora un accordo sui punti più controversi

Le Ntc, le norme tecniche per le costruzioni, potrebbero essere a una svolta. Entro fine settembre, infatti, la commissione relatrice dovrebbe completare il suo lavoro, presentando una proposta definitiva all'assemblea del Consiglio superiore dei lavori pubblici, secondo il calendario predisposto dal presidente reggente Massimo Sessa. Anche se, dal Congresso nazionale del Cni, in corso a Caserta, arriva qualche dubbio: "Sarà difficile farcela, manca ancora un accordo sui punti più controversi".

Prima di arrivare ai passaggi futuri, è utile riepilogare la vicenda delle Ntc. L'ultima versione delle Norme tecniche per le costruzioni viene approvata con il Dm 14 gennaio del 2008, innovando un pacchetto di regole che risaliva al 1996. Ed entra in vigore a luglio del 2009. Quel testo, però, nasce con qualche difetto. Così, quando a marzo del 2010 si insedia alla presidenza del Consiglio superiore, Franco Karrer decide di avviare immediatamente il processo che dovrà portare alla revisione biennale delle Ntc. E lo fa con un approccio innovativo che, tra le altre cose, coinvolge i produttori di materiali e gli ordini professionali. A luglio del 2012 questo lavoro sembra vicino alla chiusura, quando viene nominata una commissione relatrice, con il compito di arrivare a un testo definitivo. A ottobre quel testo viene inviato all'Assemblea del Consiglio superiore, che deve dargli via libera. A novembre, però, quel voto positivo non arriva. Da allora la commissione relatrice continua a lavorare, restando però bloccata su un paio di questioni.

Adesso, però, saremmo vicini a una svolta. Durante alcuni incontri di luglio, infatti, il presidente Sessa ha fissato la data del 5 settembre perché i membri dell'assemblea possano presentare le loro osservazioni a un testo base ormai predisposto dalla commissione relatrice. Entro fine settembre il testo sarà modificato, in base a queste indicazioni, e sarà portato al voto dell'assemblea stessa. In teoria, allora, nel giro di un paio di settimane potremmo arrivare a una svolta attesa da anni. Anche se il consigliere del Cni Giovanni Cardinale, da Caserta, esprime qualche perplessità: "Penso che i tempi per recepire le osservazioni siano un po' stretti. E, comunque, le questioni controverse ci risultano ancora non risolte, tanto che su alcune parti esistono ancora due versioni del testo".

Il punto di attrito più rilevante – va ricordato - riguarda gli edifici esistenti. In materia di adeguamento sismico alcuni membri della commissione vorrebbero che rimanesse l'impostazione delle norme del 2008 mentre altri relatori ritengono che si debbano fare differenziazioni tra edifici nuovi ed esistenti, adottando per i secondi livelli di sicurezza leggermente inferiori. In pratica, adottando le stesse regole per tutti si rischia di creare standard inutilizzabili per l'esistente, perché adeguarlo costerebbe troppo. Così c'è una corrente di pensiero che punta ad abbassare questi standard, per rendere le norme applicabili. C'è, poi, un vero vespaio sui materiali da inserire nelle Ntc. In questo caso il problema è generale e riguarda la velocità con la quale le norme sono in grado di recepire le novità tecnologiche. Alcuni materiali per uso strutturale, come il vetro o le fibre, rischiano di restare esclusi. Per altri, come il legno, ci sono in ballo i coefficienti che ne regolano l'utilizzo: in sostanza, esiste il rischio che, alla fine, si approdi a un testo penalizzante.


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