Lavori Pubblici

Inps: per la regolarità del Durc vale la data dell'autodichiarazione

Giuseppe Latour

L'istituto chiarisce che la procedura di preavviso di accertamento negativo non si applica ai casi in cui l'impresa autocertifichi la posizione contributiva

Per la verifica dei requisiti di regolarità contributiva, in caso di autocertificazione, bisogna attestare la situazione esistente al momento in cui viene resa la dichiarazione. È quanto ha chiarito l'Inps, con il messaggio n. 6756 dello scorso due settembre , appena pubblicato. L'attestazione della propria situazione contributiva, quindi, non può dare accesso alla procedura di regolarizzazione, nella quale viene aperta una finestra di quindici giorni per sanare la propria situazione.

Il messaggio fa riferimento a una recente sentenza pronunciata dal tribunale amministrativo del Veneto (n. 486/2014). La pronuncia si concentra sull'ipotesi di preavviso di accertamento negativo, disciplinato dall'articolo 7, comma 3 del decreto del ministero del Lavoro del 24 ottobre 2007. Prima dell'emissione di un Durc negativo, si lascia un periodo di 15 giorni all'impresa per regolarizzare la propria posizione.

Fino ad oggi, questo tipo di procedura non si poteva applicare al procedimento di definizione del Durc per verifica di autodichiarazione. Il motivo è che, in base alla legge, le dichiarazioni sostitutive devono corrispondere alla verità e, in caso di falsità in atti e dichiarazioni mendaci, si applicano le apposite sanzioni penali. La conseguenza di questo fatto è che la verifica della regolarità contributiva andava sempre riferita al momento della dichiarazione e non a fasi successive, come la richiesta di regolarizzazione.

Il tribunale è andato contro questo orientamento, spiegando che «la condizione di regolarità, anche per la verifica di autodichiarazione, deve sussistere alla scadenza del termine di 15 giorni assegnato per la regolarizzazione». L'obbligo per gli enti preposti al rilascio del Durc di attivazione del procedimento di regolarizzazione, tramite il preavviso di accertamento negativo, sussisterebbe allora prima dell'emissione di tutte le tipologie di documento. A seguito di questa sentenza, l'Inps ha ricevuto diverse richieste di adeguamento all'indirizzo espresso dal Tar Veneto.

Sul caso, allora, si è espresso prima il ministero del Lavoro che, con nota del 19 agosto 2014, ha chiarito «che, in assenza di un più uniforme orientamento giurisprudenziale, gli Istituti possono continuare ad operare come di consueto effettuando una verifica della regolarità contributiva alla data di presentazione della autodichiarazione».

Nella sua nota l'Inps si allinea, allora, a questo orientamento. E spiega che «i Durc per verifica di autodichiarazione continueranno ad essere definiti sulla base della situazione contributiva riferita alla data in cui la dichiarazione, da parte dell'interessato, è stata resa». Pertanto, «ove alla predetta data sia accertata la condizione di irregolarità, l'eventuale regolarizzazione correlata alla notifica di un preavviso di accertamento negativo che riguardi l'emissione di un Durc di altra tipologia non potrà essere considerata ai fini dell'attestazione della regolarità riferita alla verifica di autodichiarazione».


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