Lavori Pubblici

Sblocca Italia, nel fondo infrastrutture da 3,9 miliardi solo il 12% della spesa nei primi tre anni

Alessandro Arona

Nel testo post Consiglio dei Ministri la cassa è articolata per 455 milioni nel 2014-2016, e per 3.435 milioni nel 2017-2020: bandi e contratti si possono fare subito, ma la spesa andrà al ralenti

Confermati nel decreto legge Sblocca Italia - l'ultima versione definita a Palazzo Chigi in vista dell'invio al Quirinale per l'emanazione e pubblicazione - i 3,89 miliardi di euro di nuovi finanziamenti per le infrastrutture annunciati il 29 agosto, ma spalmati per l'88% dal 2017 al 2020 in termini di spendibilità di cassa.
Nel testo arrivato in Consiglio dei ministri il 29 agosto non si precisava in quali anni fosse articolato il rifinanziamento del Fondo Infrastrutture di cui all'articolo 18 del Dl 69/2013 (decreto Fare), ora invece nel testo "quasi finale" (in possesso del Sole 24 Ore) si precisa che il fondo «è incrementato di complessivi 3.890 milioni di euro, di cui 39 milioni per l'anno 2013, 26 milioni per l'anno 2014, 231 milioni per l'anno 2015, 159 milioni per l'anno 2016, 1.073 milioni per l'anno 2017, 2.066 milioni per l'anno 2018 e 148 milioni per ciascuno degli anni 2019 e 2020».

Tutte le nuove risorse (che derivano 840 milioni da revoche di finanziamenti per progetti incagliati e per 3.050 milioni dal Fondo sviluppo e coesione, Fsc, l'ex Fas, del periodo 2014-2020) sono immediatamente impagnabili, cioè si possono pubblicare bandi di gara e firmare contratti, ma le spendibilità in termini di cassa è quella indicata sopra. E cioè: solo 455 milioni (il 12% del totale) sono spendibili nei primi tre anni, 2014-2016, mentre il restante 88%, 3.435 milioni, è spendibile dal 2017 al 2020.

E' chiaro che se parliamo di avviare nuove tratte ferroviarie ad alta capacità come la Verona-Padova o le ultime tratte della Salerno-Reggio Calabria un tempo di due anni e mezzo per entrare a regime con la spesa ci sta tutto, ma visto l'obiettivo di dare una scossa ai cantieri e all'economia con opere cantierabili a breve, forse era lecito aspettarsi un'articolazione della spesa più consistente fin dai primi due anni.
D'altra parte lo stesso primo finanziamento del fondo, avvenuto con l'articolo 18 del decreto Fare del 2013, distribuiva i 2.069 milioni di allora in soli cinque anni anziché 7, e con il 67% della spesa nei primi tre anni. Con lo Sblocca Italia solo il 12% della spesa è previsto nei primi tre anni.

Il finanziamento delle singole opere avverrà, come nel Dl Fare 2013, con uno o più decreti del Ministro delle Infrastrutture, da emanarsi entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto. L'elenco delle opere è però già riportato nel decreto, senza però indicare le cifre e i dettagli sui lotti. Il Dm Lupi dovrà dunque pescare da questa lista, dividendo in dettaglio la "torta" dei 3,89 miliardi e articolandone la spesa, in base ai "paletti" del Dl, per le singole opere.

Nella lista compaiono le opere "di riserva" citate ma non finanziate dal decreto Fare, anche quelle non entrate nel testo finale del Dl 69, senza indicazione di tempi di appalto e avvio dei cantieri. In particolare: Completamento della copertura del Passante ferroviario di Torino; Completamento sistema idrico Basento – Bradano, Settore G; Asse autostradale Trieste – Venezia; Interventi di soppressione e automazione di passaggi a livello sulla rete ferroviaria, individuati, con priorità per la tratta terminale pugliese del corridoio ferroviario adriatico da Bologna a Lecce; Tratta Colosseo – Piazza Venezia della Linea C di Roma.

Nel decreto legge ci sarà poi una lista di opere, sempre da finanziare con quota dei 3,89 miliardi, «appaltabili entro il 31 dicembre 2014 e cantierabili entro il 30 giugno 2015»: ulteriore lotto costruttivo Asse AV/AC Verona Padova; completamento asse viario Lecco-Bergamo; messa in sicurezza dell'asse ferroviario Cuneo – Ventimiglia; Completamento e ottimizzazione della Torino – Milano con la viabilità locale mediante l'interconnessione tra la SS 32 e la SP 299-Tangenziale di Novara-lotto 0 e lotto 1; Terzo Valico dei Giovi – AV Milano Genova; Continuità interventi Nuovo Tunnel del Brennero; Quadrilatero Umbria – Marche; Completamento Linea 1 metropolitana di Napoli; rifinanziamento dell'articolo 1, comma 70, della legge 27 dicembre 2013, n.147, relativo al superamento delle criticità sulle infrastrutture viarie concernenti ponti e gallerie; Messa in sicurezza dei principali svincoli della Strada Statale 131 in Sardegna.

Infine una terza lista, «interventi appaltabili entro il 30 aprile 2015 e cantierabili entro il 31 agosto 2015»: metropolitana di Torino; tramvia di Firenze; Lavori di ammodernamento ed adeguamento dell'autostrada Salerno – Reggio Calabria, dallo svincolo di Rogliano allo svincolo di Atilia; Autostrada Salerno – Reggio Calabria svincolo Lauretana Borrello; Adeguamento della strada statale n.372 "Telesina" tra lo svincolo di Caianello della Strada statale n.372 e lo svincolo di Benevento sulla strada statale n.88; Completamento della S.S. 291 in Sardegna; Variante della "Tremezzina" sulla strada statale internazionale 340 "Regina"; Collegamento stradale Masserano – Ghemme; Ponte stradale di collegamento tra l'autostrada per Fiumicino e l'EUR; Asse viario Gamberale – Civitaluparella in Abruzzo; Primo lotto Asse viario S.S. 212 Fortorina; Quadruplicamento della linea ferroviaria Lucca Pistoia; aeroporti di Firenze e Salerno; Completamento sistema idrico integrato della Regione Abruzzo; opere segnalate dai Comuni alla Presidenza del Consiglio dei Ministri dal 2 al 15 giugno 2014 (le mini-opere dei Comuni sollecitate dalla lettera di Renzi di aprile) o richieste inviate ai sensi dell'art.18, comma 9, del decreto-legge n.69 del 2013 (le opere del Programma 6mila Campanili, Comuni sotto i 5mila abitanti).

Il testo finale precisa inoltre che «una quota pari a 100 milioni di euro a valere sulle risorse di cui al comma 1 è destinata ai Provveditorati interregionali alle opere pubbliche del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per interventi di completamento di beni immobiliari demaniali di loro competenza».


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