Lavori Pubblici

Edilizia scolastica, per la manutenzione si potrà attingere all'8 per mille

Giuseppe Latour

Dal Consiglio di Stato ok al parere sul regolamento attuativo della legge di Stabilità: per ampliare il perimetro del bonus manca solo il via libera del Parlamento

Anche la manutenzione degli edifici scolastici diventa finanziabile tramite l'otto per mille. Sta per diventare operativa la novità prevista dalla legge di stabilità 2014 (legge n. 147/2013, articolo 1, comma 206). Il regolamento che dovrà modificare le regole attualmente esistenti in materia, allargando il perimetro del bonus, è infatti appena stato inviato al Consiglio di Stato, che lo ha approvato senza modifiche sostanziali. Il Parlamento, a questo punto, dovrà esaminare il provvedimento che, subito dopo, diventerà operativo. Se ciò avverrà in tempi brevi, ci sarà un ampio margine di anticipo rispetto alle prossime dichiarazioni dei redditi.
Con la legge di stabilità 2014, nello specifico, è stata introdotta una quinta tipologia di beneficiari ai fini della ripartizione dell'otto per mille Irpef. Si tratta degli interventi di ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico degli immobili adibiti all'istruzione scolastica, di proprietà dello Stato e degli enti territoriali. Per effetto di quella disposizione, è stato predisposto un regolamento da parte della presidenza del Consiglio dei ministri, allo scopo di adeguare alla novità le regole attualmente esistenti in materia (Dpr n. 76/1998).

Il nuovo provvedimento include otto articoli, sui quali si è appena pronunciato il Consiglio di Stato (parere n. 2796/14): non ci sono osservazioni di carattere sostanziale, ma qualche indicazione di ordine principalmente formale. L'articolo 1 include, tra le categorie di interventi ammessi a partecipare alla ripartizione, quelli su edifici pubblici ad uso scolastico e quelli che presentino particolare interesse storico e artistico, "considerati nell'ambito della categoria conservazione dei beni culturali". L'articolo 2 indica i criteri per l'ammissibilità degli interventi: oltre all'eccezionalità, necessità ed urgenza, il principio della concentrazione, "volto ad evitare la dispersione di risorse". Negli articoli 3, 5 e 8 vengono allegati e disciplinati i moduli di domanda per le nuove tipologie di interventi. All'articolo 4 vengono disciplinate le valutazioni che le Commissioni tecniche devono predisporre in merito alle domande. L'articolo 6 si occupa della corresponsione del contributo ammesso e dei collaudi per gli interventi finanziati. L'articolo 7 detta i limiti temporali per le richieste. Il testo, incassato il parere positivo del Consiglio di Stato, dovrà passare dalla Camera e dal Senato per un ulteriore (e definitivo) via libera.


© RIPRODUZIONE RISERVATA