Lavori Pubblici

Start up edili, più facili i contratti a termine

Giuseppe Latour

Il ministero del Lavoro risponde a una richiesta dell'Ance: il calcolo della quota di rapporti a tempo determinato deve riferirsi al momento dell'assunzione

Anche le imprese di costruzioni potranno usare il bonus riservato alle start up dalla circolare del ministero del Lavoro n. 18 del 30 luglio scorso, di corredo alle disposizioni del Jobs act (Dl n. 34/2014). Lo dice una nota dello stesso dicastero, in risposta a una richiesta dell'Ance, con la quale si spiega che il settore edile potrà accedere a un'interpretazione più favorevole per la sottoscrizione di contratti a tempo determinato, anche se il Contratto nazionale del comparto non dice nulla sulla materia.
Facciamo un passo indietro. Nella circolare in questione il ministero aveva stabilito che «il datore di lavoro, in assenza di una diversa disciplina contrattuale applicata, è dunque tenuto a verificare quanti rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato siano vigenti alla data del primo gennaio dell'anno di stipula del contratto o, per le attività iniziate durante l'anno, alla data di assunzione del primo lavoratore a termine». Le start up, alla luce di questa interpretazione, possono fare riferimento ad un momento diverso rispetto a quello (il primo gennaio dell'anno) previsto per legge per l'assunzione di lavoratori a termine, cioè a quello della stipula del contratto a tempo determinato. Va ricordato che, nelle costruzioni, il ricorso ai contratti a termine non può superare, mediamente nell'anno civile, cumulativamente con i contratti di somministrazione il 25% del totale. E' essenziale, allora, individuare con esattezza il momento nel quale può essere effettuato questo conteggio.

L'Ance, con la sua richiesta al ministero, ha domandato se, in assenza di una specifica regolamentazione del Ccnl, questo criterio possa essere applicato anche all'edilizia. Sul punto, il dicastero ha confermato che "in mancanza di una disciplina contrattuale che regolamenti la fattispecie e salvo successivi interventi delle parti sociali, le imprese in questione potranno applicare tale criterio, pur in osservanza dei diversi limiti numerici individuati dal Ccnl". Pertanto, alla luce di tale chiarimento ministeriale, anche per le imprese di nuova costituzione che applicano il contratto collettivo nazionale dell'edilizia sarà possibile, ai fini dell'individuazione del numero dei contratti a tempo determinato stipulabili, considerare i lavoratori a tempo indeterminato in forza al momento dell'assunzione del primo lavoratore a termine.


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