Lavori Pubblici

Tar Calabria: Pa, no agli affidamenti diretti se l'«in house» non è effettivo

Giuseppe Latour

Una sentenza sull'aggiudicazione dei servizi informatici dell'università di Calabria riapre la questione delle amministrazioni che aggirano le regole ordinarie per gli appalti. Principio valido anche per le gare di progettazione

Stop agli affidamenti diretti a soggetti che non possono essere considerati società in house. Dice questo la sentenza del Tar Calabria n. 1186/2014, appena pubblicata. Partendo dal caso dell'assegnazione da parte di un Ateneo dei suoi servizi informatici a un consorzio interuniversitario, la seconda sezione del tribunale amministrativo ha fatto il punto sui requisiti che le pubbliche amministrazioni devono rispettare per aggirare la gara, accoigliendo il ricorso presentato da un impresa assistita dallo studio capitolino Satta-Romano & Associati. Una fattispecie parecchio vicina a quello che avviene molto spesso per i servizi di progettazione.

La questione, nello specifico, riguarda l'affidamento diretto dei servizi informatici dell'università di Calabria al consorzio interuniversitario Cineca. Un affidamento che, secondo il ricorso, sarebbe illegittimo. Per risolvere la controversia, il Tar spiega che i «i consorzi interuniversitari possono svolgere compiti strumentali per conto delle università che vi partecipano a condizione che sussista il requisito del cosiddetto "controllo analogo"». Si tratta di un principio valido per tutte le pubbliche amministrazioni.

«Il controllo esercitato dall'amministrazione aggiudicatrice deve essere effettivo, strutturale e funzionale» e non basta un semplice collegamento tra la sua struttura e quella della società per giustificare l'aggiramento della gara. «Gli enti collettivamente controllanti – dice ancora la sentenza - non devono configurarsi come meri beneficiari delle prestazioni dell'ente controllato, bensì devono porsi nei confronti di quest'ultimo nello stesso modo in cui una amministrazione si pone nei riguardi dei propri plessi organizzatori interni».
Nel caso specifico, «non risulta che le università consorziate abbiano particolari poteri di controllo sul consorzio». Quindi, il ricorso va considerato fondato e deve essere accolto. Con conseguenze evidenti su tutti gli affidamenti diretti delle Pa. Sono molti, infatti, i casi di servizi di progettazione che vengono aggiudicati dalla pubblica amministrazione senza passare dalla gara. Anche alla luce di questa sentenza, questa pratica va limitata.


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