Lavori Pubblici

Sblocca Italia, confronto all'Economia sulle coperture: settimana decisiva

Alessandro Arona

Settimana decisiva per il varo delle misure: l'ok ad alcune opere o bonus fiscali potrebbe slittare alla legge di Stabilità - Le misure più a rischio - Nodo politico sulle municipalizzate

Si apre lunedì la settimana decisiva per lo Sblocca Italia, il pacchetto di misure per infrastrutture, edilizia privata, società pubbliche locali, porti, di cui il premier Matteo Renzi ha annunciato l'approvazione nel Consiglio dei ministri del 29 agosto, come primo elemento importante di una strategia di rilancio dell'economia.
Dopo aver caricato il dossier nelle settimane scorse di progetti, bozze, ipotesi di sconti fiscali e di nuovi finanziamenti, ora si aprono i giorni del "corpo a corpo" con i vertici del Ministero dell'Economia per trovare le coperture.
I dirigenti di via XX settembre rientrano lunedì da due settimane di ferie, e sarà una corsa contro il tempo per definire in dettaglio il decreto legge in tempo per venerdì. Probabile che si proceda a un'approvazione "provvisoria", come già avvenuto a fine maggio con il decreto legge sulla pubblica amministrazione, per poi definire testi e coperture nei giorni (o settimane) successive prima dell'invio al Quirinale per la firma e la pubblicazione.
Un'altra ipotesi sul tappeto è che non tutte le misure ipotizzate siano approvate subito, e che la decisione su alcune di esse, quelle con impatto sui conti pubblici, sia rinviata alla legge di Stabilità.

Vediamo allora i punti di certezza e le misure più a rischio. Dal fondo revoche (finanziamenti tolti a opere incagliate) il ministero delle Infrastrutture (Mit) calcola di poter riutilizzare circa 1,2 miliardi di euro, e questa dovrebbe essere la posta più certa. Per finanziare però l'elenco di opere illustrate da Renzi e Lupi il 1° agosto («nuove risorse sbloccano cantieri ...») servono 5,5 miliardi di euro. L'obiettivo è destinare e rendere subito impegnabili fino a un massimo di due miliardi di euro dal Fondo coesione (Fsc) 2014-2020, operazione che al Mit non danno per scontata.
Mancherebbero comunque ancora oltre due miliardi, e per un pacchetto di opere (tra quelle già annunciate) la partita si sposterà sulla legge di Stabilità.

Sul fronte dello sblocco di tratte o opere già finanziate («sburocratizzazioni sbloccano cantieri ...»), premesso che si tratta relisticamente di lavori sbloccabili (in 12-18 mesi) per 12 miliardi di euro, e non i 30 annunciati, dovrebbe esere certa la decisione di commissariare (con super-poteri all'Ad di Fs, Michele Elia) alcune tratte ad alta capacità, quali la Napoli-Bari, la Torino-Lione, il Brennero, la Catania-Palermo. In forse invece i super-poter all'Enac per i nuovi progetti aeroportuali (per motivi giuridici e non di coperture).

Ancora incerto tutto il fronte dei bonus fiscali. Ci sarà sicuramente l'abbassamento a 50 milioni della soglia per il credito di imposta alle opere in project financing, ma non è ancora deciso che forma invece prenderanno i nuovi sconti fiscali per incentivare gli investimenti a banda larga: forse non saranno crediti di imposta "fissi" (tra le ipotesi il 70%), ma un meccanismo di autorizzazione caso per caso al Cipe, come per le infrastrutture.

Dovrebbe essere certa la proroga di almeno un anno del bonus per il risparmio energetico negli edifici (oggi al 65%), mentre la proposta del Mit di mantenere al massimo (50%) anche quello generico per il recupero edilizio è in forse. Entrambe le misure potrebbero comuqnue essere decise nel Ddl di Stabilità, da presentare entro il 15 ottobre.

Copertura da autorizzare anche per la nuova misura di sconti fiscali ai privati che acquistano case (nuove o ristrutturate) da dare in locazione a canone concordato (da definire anche il raggio d'azione più o meno ampio della misura).

Nessun problema di copertura invece per le norme in materia di edilizia privata, tra le quali il regolamento edilizio unico per tutti i Comuni e il rafforzamento della Scia.

Nodi politici da sciogliere sembrano invece eserci sulle proposte di incentivi all'accorpamento delle partecipate degli enti locali e alla loro quotazione in Borsa: accolte positivamente dal presidente dell'Anci Piero Fassino (si veda l'intervista sul «Sole 24 Ore» di ieri, sono invece giudicate troppo blande da Scelta Civica, partito di maggioranza, che ha presentato una proposta di legge per chiudere subito 1.500 società locali «inutili». «La proroga generalizzata alle munucipalizzate – ha detto inoltre Andrea Mazziotti, capogruppo alla Camera di Sc – sarebbe un'ennesima deroga alle regole del libero mercato»


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