Lavori Pubblici

Dl Pa, negli appalti pubblici scure sui ricorsi al Tar e sentenze più rapide

Alessandro Arona

Da una parte l'obbligo di fornire cauzione per chi chiede la sospensiva di una gara e sanzioni pesanti per le «liti temerarie» - Dall'altra tempi certi per il giudizio di merito: entro 75 giorni

Un po' ammorbidite dal Parlamento in sede di conversione, debuttano alla ripresa post agostana le nuove norme in materia di processo amministrativo (Tar e Consiglio di Stato) su materie riguardanti gli appalti pubblici pensate e approvate per ridurre la litigiosità in materia di bandi, gare e contratti, relativi a lavori, servizi e forniture verso la Pubblica amministrazione.

Si vedano gli articoli 38-42 del decreto legge 90/2014, convertito dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, pubblicata sulla «Gazzetta Ufficiale del 18 agosto

Freno alla richiesta di sospensiva e freno alle liti temerarie (i ricorsi fatti in modo pretestuoso solo per bloccare l'aggiudicazione della gara), da un aparte, per ridurre il livello di contenziosi che arrivano nelle aule di tribunale. E dall'altra, invece, tempi certi e rapidi per la decisione di merito.

L'articolo 40 - con modifiche al Codice del processo amministrativo (dlgs 104/2010) - punta ad accelerare i processi «in materia di appalti pubblici»: ferma restando la possibilità, in presenza dei presupposti, di definire il giudizio già in sede cautelare, il giudizio deve essere definito comunque con sentenza semplificata in una udienza fissata d'ufficio dal Tar o dal Consiglio di Stato entro 45 giorni (erano 30 nel Dl originario) dalla scadenza del termine per la costituzione delle parti diverse dal ricorrente (la PA e i controinteressati). Questa scadenza è di 30 giorni dalla notificazione del ricorso nei loro confronti (si tratta del termine di 60 gg.di cui all'art. 46, comma 1, dimezzato ex art. 119, comma 2, del Codice).
Insomma, le parti si devono costituire entro 30 e non 60 giorni, e mentre fino a oggi l'udienza doveva essere fissata «con assoluta priorità» ora deve svolgersi entro 45 giorni. In realtà l'udienza può essere rinviata di altri 30 giorni «in caso di esigenze istruttorie o quando e' necessario integrare il contraddittorio o assicurare il rispetto di termini a difesa», ma si tratta comunque di tempi certi.

Le altre importanti novità sono all'articolo 41 («Misure di contrasto all'abuso del processo»).
Modificando sempre il codice del processo amministrativo, si stabilisce che « quando la parte soccombente ha agito o resistito temerariamente in giudizio» (articolo 26 Decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104), «In ogni caso il giudice, anche d'ufficio, può condannare la parte soccombente al pagamento, in favore della controparte, di una somma equitativamente determinata, comunque non superiore al doppio delle spese liquidate, in presenza di motivi manifestamente infondati» (nel Dl originario si parlava di «decisione fondata su ragioni manifeste», un concetto più estensivo dei casi in cui si può irrogare la sanzione).
Inoltre l'importo della sanzione può essere elevato «fino all'1% del valore del contratto», comunque non superiore al doppio delle spese liquidate.

Prevista inoltre, sempre per disincentivare l'uso strumentale dei processi, la possibilità per i giudici di subordinare l'efficacia delle misure cautelari (sospensiva) «alla prestazione, anche mediante fideiussione, di una cauzione di importo commisurato al valore dell'appalto e comunque non superiore allo 0,5 per cento del suddetto valore», «anche qualora dalla decisione non derivino effetti irreversibili».

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