Lavori Pubblici

Sblocca Italia il 29 agosto: infrastrutture, edilizia privata, bonus fiscali, demanio, sovrintendenze

Alessandro Arona e Giorgio Santilli

Commissari su alcune grandi opere, nuove risorse (certe) per 1,2 miliardi e possibili per altri 1-2 miliardi - Le novità su aree demaniali, soprintendenze, conferenza di servizi, bonus per l'edilizia

Comincia a prendere forma il decreto sblocca-Italia o almeno alcuni dei pezzi che lo compongono. Una riunione di coordinamento complessiva e finale si terrà a Palazzo Chigi lunedì 25 agosto, al rientro dalla pausa estiva, ma in queste ore sono numerosi i testi che vengono scambiati fra la Presidenza del Consiglio e i singoli ministeri dopo l'incontro degli uffici legislativi di venerdì 8 agosto. Se alle bozze che circolano non è possibile dare ancora il valore del testo compiuto, in molti casi si comincia a definire un orientamento attuativo delle linee guida, assai vaghe, annunciate da Matteo Renzi il 1° agosto.

Nel decreto legge ci sarà, come annunciato, il pacchetto sblocca-cantieri, e cioè le norme per accelerare la realizzazione di alcune grandi opere che, pur finanziate, procedono più a rilento del previsto, o non partono. Sicuramente ci sarà il commissario straordinario per l'alta capacità ferroviaria Napoli-Bari, ma questi poteri speciali (in deroga anche alla legge oibiettivo, capaci cioè di scavalcare pareri o veti di enti locali o altre autorità, forse anche quelle preposte alla tutela ambientale e paesistica) potrebbero arrivare anche per la ferrovia Torino-Lione, per l'autostrada Valdastico Nord, per la ferrovia Catania-Palermo, per i progetti di sviluppo aeroportuale (in questo caso il commissario sarebbe il presidente dell'Enac).
Si veda il servizio sui commissari straordinari

Ci sarà poi il pacchetto finanzia-cantieri, nuove risorse cioè per alimentare piccole, medie e grandi opere (soprattutto queste ultime). Una prima fonte, pressoché certa, sono le revoche di altri finanziamenti infrastrutturali (buona parte in legge obiettivo), fondi bloccati perché le opere non procedono nei tempi previsti: da qui arriveranno circa 1,2 miliardi di euro.
Poi dovrebbero arrivare una prima tranche del Fondo sviluppo coesione (Fsc) 2014-2020, in tutto 43 miliardi di euro (solo una parte per le infrastrutture, naturalmente) da programmare in coerenza con i programmi europei da sottoporre a Brixelles entro fine anno. Il ministero delle Infrastrutture punta a 1-2 miliardi di euro da questo secondo canale di finanziamento, risorse impegnabili subito, anche se come cassa saranno concentrate a partire dal 2016.
Infine potrebbero esserci altre risorse per le infrastrutture dalla legge di Stabilità, ma si tratta di una partita che si giocherà da ottobre alla fine dell'anno, non dunque per lo "Sblocca Italia" di fine mese.

Si veda l'approfondimento sulle grandi infrastrutture

Tra i finanziamenti infrastrutturali dovrebbe esserci inoltre nuove risorse per il «piano dei 6mila campanili», avviato dal decreto del Fare 2013 e che conta una lista di centinaia di opere (importo sotto il milione di euro, proposte di Comuni fino a 5mila abitanti) pronte alla cantierizzazione. Si trattarebbe di destinare una quota degli 1,2 miliardi di euro da revoche, le uniche con cassa immediata.

Previsto poi "qualcosa" per le piccole (o grandi) opere segnalate dai Comuni (1.400 mail) direttamente a Renzi, dopo la sua lettera di aprile: lo stesso premier in conferenza stampa ha però escluso che si tratti di finanziamenti («Chi ha chiesto soldi casca male», ha detto).

Previsto nel decreto legge del 29 agosto un pacchetto sblocca-edilizia privata: tra le ipotesi allo studio, norme che diano certezza giuridica al silenzio-assenso nel permesso di costruire, limiti ai poteri di autotutela dei Comuni nelle Scia, strumenti per rendere effettivo il potenziamento dello Sportello unico edilizia (già previsto nel 2012 ma rimasto in gran parte inattuato), una norma che dia il via libera a un regolamento edilizio standard per tutti i Comuni, semplificazione per l'autorizzazione ai progetti edilizi in zone sismiche.
Si veda il servizio di Giorgio Santilli

Annunciata anche la stabilizzazione dei bonus fiscali per l'efficienza energetica degli edifici (65%) e per la messa in sicurezza sismica, misure che però potrebbero finire nella partita della legge di Stabilità (il ministero delle Infrastrutture punta a confermare, almeno per un anno, anche il super-bonus al 50% per il recupero edilizio).
Sempre sul fronte dell'edilizia privata, nel decreto legge del 29 agosto dovrebbero esserci anche «sgravi fiscali per gli investimenti in abitazioni in locazione e agevolazioni fiscali per le permute immobiliari che prevedono l'acquisto di immobili ad alto rendimento energetico». Sul primo fronte, in particolare, si tratterebbe di sgravi fiscali (consistenti) sul prezzo di acquisto di un'abitazione, per chi la compra con l'impegno di darla in locazione per un numero minimo di anni. Un'ipotesi alternativa (caldeggiata dal Ministero delle Infrastrutture) sarebbe quella di concedere sconti anche alle imprese che ristrutturano o realizzano alloggi con l'impegno di locarli a canone concordato per un certo numero di anni.
Si veda il servizio di Giorgio Santilli

Nelle bozze preparate per il 29 agosto troviamo anche norme speciali per facilitare l'investimento internazionale nella riqualificazione di aree demaniali dismesse, e per una più efficiente gestione del servizio di smaltimento rifiuti (si veda il servizio di Giorgio Santilli ).

Previste nelle bozze anche norme per limitare i poteri di veto delle Soprintendenze e norme per rendere effettivi i tempi e le decisioni delle Conferenze di servizi (si veda il servizio di Giorgio Santilli ).

Per la banda larga e ultralarga il governo ha annunciato facilitazioni e semplificazioni per la posa in opera di reti e misure di agevolazione fiscale per interventi infrastrutturali da parte dei privati nelle aree cosiddette "bianche" (fuori mercato).

In arrivo anche un pacchetto di norme per rilanciare il project financing (si veda il servizio sul credito d'imposta ). Previsto in particolare il potenziamento di Cassa Depositi e prestiti, che potrà utilizzare le risorse del risparmio postale anche per finanziare investimenti pubblici e privati nel settore immobiliare, energia, ambiente, trasporti, piani europei, ricerca, educazione; e anche per operazioni ad alto profilo di rischio, che una banca privata non si assumerebbe, allo scopo di sostenere operazioni «di interesse economico generale», che senza una spinta pubblica non partirebbero.

Si veda il servizio di Alessandro Arona su Cassa Depositi

Tra le bozze anche una "rivoluzione" delle società partecipate dagli enti locali, con una proroga delle attuali concessioni, ipotizzata anche oltre i venti anni, e che avverrebbe a fronte di una quotazione in Borsa, al mercato telematico italiano, delle società pubbliche detenute da enti locali per almeno il 60% del capitale oppure per il 25% ma cedendo anche un altro 25% a un partner industriale scelto con gara europea. Il ricavato dalla vendita delle azioni andrebbe obbligatoriamente all'abbattimento del debito locale e al rilancio degli investimenti.
Si veda il servizio di Giorgio Santilli

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