Lavori Pubblici

Fondo di garanzia acquisto prima casa, firmato il decreto - Il testo

Giuseppe Latour

I 200 milioni serviranno a concedere garanzie nella misura massima del 50% della quota capitale su mutui ipotecari per l'acquisto e la ristrutturazione, a favore di "categorie deboli"

Il Fondo di garanzia per l'acquisto della prima casa è ai blocchi di partenza. Ministero dell'Economia, ministero del Lavoro e ministero delle Infrastrutture hanno, infatti, appena licenziato il provvedimento che disciplina nei dettagli il nuovo plafond, che servirà a costituire garanzie a favore di chi richiede un mutuo per comprare un'abitazione (si veda in fondo il link al decreto).

Per la partenza vera e propria, però, mancano ancora due tasselli: oltre alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale, servirà un accordo tra Abi e dipartimento del Tesoro, per regolare le modalità di dialogo tra le banche e il Mef.

Il decreto attua l'articolo 1, comma 48 della legge di Stabilità 2013, che prevede l'istituzione di un fondo di garanzia per la prima casa con risorse pari a 200 milioni all'anno per il 2014, 2015 e 2016. Il fondo servirà a concedere garanzie nella misura massima del 50% della quota capitale su mutui ipotecari per l'acquisto e la ristrutturazione, "con priorità per l'accesso al credito da parte delle giovani coppie o dei nuclei familiari monogenitoriali con figli minori, da parte dei conduttori di alloggi di proprietà degli Istituti autonomi per le case popolari, nonché dei giovani di età inferiore ai trentacinque anni titolari di un rapporto di lavoro atipico". Sarà gestito da Consap, spa interamente controllata dal Mef. E potrà essere integrato da Regioni e Province autonome, con le loro erogazioni.

Il provvedimento attuativo si occupa, anzitutto, di definire in maniera molto dettagliata le diverse categorie di soggetti che potranno accedere al denaro. Poi, stabilisce l'iter da rispettare per accedere alla garanzia. Sarà il gestore a occuparsi di esaminare le istanze trasmesse dai finanziatori, di istruire le loro pratiche, di verificare la veridicità delle dichiarazioni e di versare le somme dovute in caso di esito positivo. Saranno ammessi alla garanzia i mutui non superiori a 250mila euro, con l'esclusione delle categorie catastali A1, A8 e A9 (abitazioni signorili, ville, castelli e palazzi). Il mutuatario non dovrà essere proprietario di altri immobili per accedere alle garanzie. E Consap dovrà considerare l'ordine di priorità indicato dalla legge.

Un capitolo a parte è dedicato a banche e intermediari finanziari, che potranno fare domanda per accedere al fondo. Per conoscere in dettaglio le modalità di dialogo con il Mef, però, bisognerà aspettare un protocollo di intesa tra l'Abi e il dipartimento del Tesoro. I finanziatori, comunque, dovranno impegnarsi a non richiedere al mutuatario garanzie aggiuntive non assicurative. L'ammissione al fondo avverrà per via esclusivamente telematica: i finanziatori raccoglieranno le richieste, ne verificheranno la completezza e la regolarità formale e trasmetteranno al gestore la domanda.

Una parte del decreto, infine, è dedicata all'attivazione della garanzia. Nel caso di inadempimento del mutuatario, il finanziatore informerà Consap, comunicando l'ammontare dell'esposizione. Poi, procederà con un'intimazione di pagamento al debitore, entro 12 mesi dalla comunicazione al gestore. Se non dovesse ricevere risposta dal mutuatario, entro sei mesi la banca potrà chiedere l'intervento della garanzia, recuperando il denaro. In seguito all'erogazione, il mutuatario diventerà automaticamente obbligato nei confronti del fondo, al quale dovrà restituire le somme pagate.

Il testo del decreto firmato il 4 agosto dal Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi


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