Lavori Pubblici

Art bonus, dall'Agenzia delle Entrate le istruzioni per l'uso

Giuseppe Latour

Una circolare spiega le modalità per usufruire degli sconti fiscali previsti dal decreto Cultura - Agevolazioni anche per manutenzione e restauro di beni culturali


L'Agenzia delle Entrate emana una circolare (la 24/E, clicca qui ) per fare il punto sulle regole di applicazione del nuovo art bonus, a poche ore dall'approvazione della legge di conversione del provvedimento (il decreto n. 83/2014) che lo ha introdotto nel nostro sistema. Lo sconto fiscale non sarà solo un volano per la cultura, ma anche per i lavori pubblici, dal momento che potrà essere collegato anche alle erogazioni destinate alla manutenzione, alla protezione e al restauro di beni culturali.
Il nuovo regime fiscale agevolato, in dettaglio, prevede per le persone fisiche e giuridiche che effettuano erogazioni liberali in denaro a favore di cultura e spettacolo, un credito di imposta pari al 65 % delle erogazioni fatte tra il 2014 e il 2015 e al 50% di quelle eseguite nel 2016. La circolare delle Entrate specifica quali sono le modalità di effettuazione delle liberalità e di utilizzo dell'agevolazione. Sul primo versante, le erogazioni possono essere realizzate tramite banca, ufficio postale, carte di debito o di credito e prepagate, assegni bancari e circolari. Sul secondo fronte, la circolare spiega che le persone fisiche e gli enti non commerciali possono sfruttare il bonus in dichiarazione, mentre le imprese con la compensazione in F24.

Quanto alla "misura" del bonus, le persone fisiche e gli enti che non svolgono attività commerciale possono contare su un credito che arriva fino al 15 per cento del reddito imponibile. Per i titolari di reddito d'impresa, invece, il credito massimo riconosciuto è pari al 5 per mille dei ricavi. Le agevolazioni sono riconosciute anche ai non residenti. Danno diritto al bonus le erogazioni in denaro destinate alla manutenzione, alla protezione e al restauro di beni culturali pubblici (anche nel caso in cui tali beni siano gestiti da soggetti concessionari o affidatari), oltre che al sostegno di istituti e luoghi della cultura pubblici. Determinano, inoltre, un credito d'imposta le erogazioni fatte per realizzare nuove strutture e restaurare o potenziare quelle esistenti, sia se appartenenti a fondazioni lirico-sinfoniche, sia se di proprietà di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo.
Il credito, che non ha alcuna rilevanza ai fini delle imposte sui redditi e dell'Irap, è ripartito in tre quote annuali di pari importo. Persone fisiche ed enti non commerciali possono fruire della prima quota nella dichiarazione dei redditi relativa all'anno in cui hanno effettuato l'erogazione, ai fini del versamento delle imposte sui redditi. Le imprese possono invece utilizzare il credito, nell'ambito dei pagamenti dovuti tramite modello F24, a partire dal primo giorno del periodo d'imposta successivo a quello in cui hanno eseguito le erogazioni.
Il bonus che deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi, può essere fruito annualmente senza alcun limite quantitativo, quindi anche per importi superiori al tetto dei 250mila euro solitamente previsto per i crediti d'imposta agevolativi. Al credito, inoltre, non si applica il limite generale di compensabilità di crediti d'imposta e contributi, pari a 700mila euro a decorrere dal primo gennaio 2014. Nessun limite all'utilizzo del bonus neanche sul versante temporale, eccetto la ripartizione in 3 anni.


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