Lavori Pubblici

Sblocca Italia, autorizzazioni facili in edilizia

Giorgio Santilli

Il pacchetto di provvedimenti andrà al Consiglio dei ministri del 31 luglio, ma le misure potrebbero essere scaglionate

Matteo Renzi lavora alacremente allo «sblocca-Italia» che andrà al Consiglio dei ministri del 31 luglio. Quando ieri, nell'intervista al Tg5, diceva che rispetto ai «segnali controversi» dell'economia internazionale e del Pil su scala nazionale, «dobbiamo fare di più», pensava soprattutto alle misure su infrastrutture e rilancio dell'edilizia che lancerà quel giorno dalla sala stampa di Palazzo Chigi.
Probabilmente, come già fu per gli 80 euro di sconto fiscale in busta paga, solo una parte delle misure annunciate giovedì saranno effettivamente tradotte in provvedimenti dal Consiglio dei ministri quel giorno, mentre un'altra parte – soprattutto i decreti legge – potrebbe arrivare ad agosto. Questo anche per evitare che una metà dei 60 giorni per la conversione se ne vadano per la chiusura delle Camere (o l'intasamento da riforme).
Quel che è certo è che il pacchetto che si sta mettendo a punto a Palazzo Chigi sarà presentato come un intervento shock per l'economia, un'iniezione fondamentale per dare una spinta alla crescita, molto lontano dalle bozze minimaliste che circolano in questi giorni a cura di singoli ministeri.

Dall'accelerazione sui fondi Ue alle semplificazioni radicali per l'edilizia privata, dalla riprogrammazione della legge obiettivo al finanziamento immediato di un numero ristretto di grandi opere, dalla riforma dei porti all'approvazione (forse con Dpcm) del piano aeroporti, dalla riforma degli incentivi per il project financing a quelli per la banda larga, da un piano di piccole opere che tenga dentro le 1.400 segnalazioni arrivate a Renzi dai sindaci al rifinanziamento del «piano città» e del «piano dei 6mila campanili», lo sblocca-Italia sarà un intervento a 360 gradi.
Uno o due decreti legge, un disegno di legge di riforma del codice degli appalti e di recepimento delle direttive 24 e 25 del 2014, forse un altro disegno di legge sugli aspetti ordinamentali, una riunione del Cipe (probabilmente lo stesso 31 luglio) con un primo pacchetto di finanziamenti di grandi opere effettivamente prioritarie e forse la riforma delle linee guida sulla defiscalizzazione per il project financing più una serie di misure programmatiche del Consiglio dei ministri.
Il capitolo delle semplificazioni per l'edilizia privata è uno di quelli in cui si vuole mettere a punto un intervento radicale, a dispetto delle difficoltà normative che in passato si sono registrate per questo genere di interventi. Renzi vuole superare con questi provvedimenti la logica delle «semplificazioni a metà» che finora è sempre prevalsa.
La prima misura è quella (già anticipata dal Sole 24 Ore) del regolamento edilizio standard per tutti gli 8mila comuni. Una vera rivoluzione. Il nuovo regolamento edilizio – che serve a dare regole sulle procedure di rilascio di autorizzazioni ma anche definizioni delle misure e del tipo di interventi possibili – terrebbe dentro tutti gli altri regolamenti comunali che oggi impattano sulla realizzazione di lavori, a partire dal regolamento igienico-sanitario. I comuni potranno discostarsi dal modello nazionale per adattarlo alle esigenze del proprio territorio, ma è evidente l'impatto di omogeneizzazione di una norma di questo tipo sullo spezzatino normativo attuale.
Un altro fronte che Palazzo Chigi vuole riaprire è quello della certezza degli atti autorizzativi. Decisivo il nodo del contenimento del principio di autotutela delle amministrazioni. Oggi chiunque abbia approvato un progetto con una dichiarazione di inizio attività (Dia) o con una segnalazione certificata di inizio attività (Scia) può essere chiamato dall'amministrazione che può chiedere la modifica in base al principio di autotutela. Una norma era già contenuta nelle bozze del decreto legge 90, ma era stata poi stralciata: si trattava di dare un termine di sei mesi o un anno entro il quale l'amministrazione potesse intervenire.

Anche l'accelerazione dei permessi di costruire e il potenziamento degli "sportelli unici" per l'edilizia in ambito comunale sono tra le misure che faranno parte di questo capitolo del provvedimento. Sempre in questa direzione, si stanno studiando modifiche al funzionamento delle conferenze di servizi (con il rafforzamento dei poteri sostitutivi) e alla riduzione del perimetro di intervento delle Sovrintendenze, con l'esclusione dei piccoli e piccolissimi lavori che costituiscono il 70% del totale.


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