Lavori Pubblici

Progettazione, gli architetti: «Bene i limiti sui requisiti di fatturato nelle gare»

Giuseppe Latour

Soddisfazione del Cna per le indicazioni che arrivano dall'Autorità anticorruzione . «Ora ridefinire Codice dei contratti»

Parere positivo sulle indicazioni che arrivano dalla bozza di determina dell'Autorità nazionale anticorruzione, in materia di servizi di progettazione. Il Consiglio nazionale degli architetti si pronuncia positivamente sulle sollecitazioni inserite nel documento che pochi giorni fa l'Anac ha posto in consultazione pubblica (leggi l'articolo ). Qui, come richiesto dalla Rete delle professioni tecniche in diverse occasioni, è stata rivista l'interpretazione dei requisiti di dipendenti e fatturato per l'accesso alle gare.
«Per quanto riguarda il mercato dei lavori pubblici – dicono dal Cna – l'Autorità anticorruzione ha ribadito, con il documento a base della consultazione on-line per la definizione di nuove linee guida sui servizi di architettura e ingegneria, che rimarrà aperta sino al prossimo 15 settembre, - al di là di valutazioni di dettaglio e secondo quanto disposto dall'articolo 41 comma 2 del Codice dei contratti - l'illegittimità dei bandi che fissano, senza congrua motivazione, limiti all'accesso alle gare per l'affidamento di servizi di architettura e ingegneria connessi al fatturato».

L'Autorità in quella sede ha sottolineato che, in linea con i più recenti orientamenti comunitari, non sono da ritenere congrui e proporzionati i requisiti che impongono fatturati superiori al doppio dell'importo del servizio posto a base di gara. Questo, secondo gli architetti, conferma dunque «la necessità di un inderogabile intervento legislativo che modifichi l'articolo 263 del Dpr 207/2010, il quale impone fatturati ben superiori a tale limite, proprio in violazione della nuova direttiva comunitaria in materia di appalti».

Alla luce di questo, «serve - conclude il Consiglio nazionale - una veloce ridefinizione del Codice dei contratti che, recependo la nuova direttiva europea in materia di appalti, raggiunga obiettivi quali l'apertura del mercato dei lavori pubblici, il contenimento dei ribassi, il rilancio del concorso di progettazione, una maggiore trasparenza nelle composizione delle giurie, l'esternalizzazione dei servizi di architettura e di ingegneria, nonché la riduzione del ricorso alla procedura dell'appalto integrato, oggi al centro di una serie di contenziosi, che alimentano notevoli incrementi dei costi e dei tempi di realizzazione delle opere pubbliche».


© RIPRODUZIONE RISERVATA