Lavori Pubblici

Verifiche sulle Soprintendenze e stop alle deroghe per Pompei: dalla Camera l'ok al decreto Cultura

Giuseppe Latour

Approvata in prima lettura la legge di conversione del dl 83/2014, che ora passa al Senato - Nasce la commissione di garanzia per vigilare sui pareri dei Beni culturali

Novità sulle autorizzazioni paesaggistiche, con la nascita di una commissione di garanzia, e stop alle deroghe per gli interventi a Pompei. Sono queste le novità principali portate dalla Camera durante la prima lettura della legge di conversione del decreto n. 83 del 2014. Montecitorio ha appena approvato il provvedimento, che passa così al Senato. Introducendo soprattutto un nuovo procedimento, che dovrebbe essere destinato a limitare il contenzioso in seguito alle azioni delle soprintendenze.
Su questo punto il nuovo testo del decreto prevede che, per tutti i procedimenti autorizzatori in materia di beni culturali, «i pareri, i nulla osta o altri atti di assenso» rilasciati dagli organi periferici del Mibact possano essere riesaminati, «d'ufficio o su segnalazione delle altre amministrazioni coinvolte nel procedimento», da apposite commissioni di garanzia, da disciplinare con regolamento, costituite da personale appartenente al ministero a livello regionale, senza nuovi oneri per la finanza pubblica.

La modifica prevede anche una procedura accelerata per l'intervento delle commissioni. Potranno riesaminare la decisione entro il termine di dieci giorni dalla ricezione dell'atto. Le amministrazioni coinvolte nel procedimento, a loro volta, potranno chiedere l'intervento della commissione di garanzia entro il termine massimo di tre giorni dalla ricezione dell'atto. Dopo dieci giorni, in sostanza, l'atto si intende confermato e non potrà più essere sindacato per questa via. Questa procedura potrà essere usata anche in caso di dissenso espresso in sede di conferenza di servizi. In questo modo, si spera di poter attivare un riesame dei provvedimenti contestati senza arrivare per forza al Tar.

Sul fronte del progetto di recupero dell'area archeologica di Pompei, invece, sono tre le novità: stop alla gestione commissariale, abbassamento della soglia per la procedura negoziata a 1,5 milioni di euro e ripristino della disciplina ordinaria sugli interventi in variante. L'obiettivo è uscire dalla logica emergenziale per una serie di interventi che sono bloccati ormai da anni, provando a improntare le procedure a una gestione ordinaria.
La precedente versione del testo affidava al direttore generale del Progetto Pompei poteri commissariali e di deroga rispetto alle procedure ordinarie. Il nuovo testo abbandona questo approccio e stabilisce che «nell'esercizio dei propri poteri, il direttore generale di progetto assicura che siano in ogni caso osservate le seguenti disposizioni in materia di affidamento dei contratti relativi a lavori, servizi e forniture»: pubblicazione di un avvito di pre-informazione dei lavori, formazione di un elenco di aziende interessate, formulazione da parte della stazione appaltante degli inviti a presentare offerte di assegnazione dei contratti, utilizzazione del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa in luogo del massimo ribasso, possibilità di rivolgere a ciascuna azienda inviti successivi al primo, solo dopo che sono state invitate tutte le altre aziende facenti parte del citato elenco. Insomma, nessuna deroga alle procedure ordinarie.
Viene modificata anche la soglia per fare ricorso alla procedura negoziata, in base alle regole del Codice appalti: prima questa veniva elevata fino a 3,5 milioni di euro, adesso sarà portata a 1,5 milioni. Allo stesso modo, la misura della garanzia a corredo dell'offerta sale dal 2 al 5 per cento. E, per chiudere il cerchio, arriva una stretta sulle varianti, che si allinea in qualche modo ai recenti provvedimenti del Governo. La soglia di tolleranza per le variazioni in corso d'opera nella prima versione del decreto veniva elevata fino al trenta per cento, rispetto alle ipotesi ordinarie dell'articolo 205 del Codice appalti (dieci e venti per cento). Adesso quella modifica viene cancellata e le soglie restano quelle ordinarie del Dlgs n. 163/2006.


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