Lavori Pubblici

Costruzione dighe, con le nuove norme tecniche in arrivo controlli anche per le strutture esistenti

Giuseppe Latour

In Gazzetta Ufficiale il testo che manda in soffitta le «vecchie» regole del 1982 - Periodo transitorio di un anno per monitorare l'impatto delle novità

Le norme tecniche per la progettazione e costruzione di dighe approdano in Gazzetta ufficiale (n. 156 dell'otto luglio 2014 ). In questo modo vanno definitivamente in soffitta le vecchie regole che disciplinavano la materia, risalenti al lontano 1982. Ma, soprattutto, entra in vigore un nuovo pacchetto di regole dedicato ai controlli da effettuare sulle strutture già esistenti. Si tratta di un cambiamento strategico, dal momento che il problema più pressante del nostro paese è far fronte all'invecchiamento delle infrastrutture.
Il testo entra in vigore trenta giorni dopo la pubblicazione. C'è però un periodo transitorio di un anno, durante il quale l'applicazione della norma sarà tenuta sotto osservazione. Si legge, infatti, nel testo: «Per le opere già iniziate o con lavori già affidati, nonché per i progetti definitivi o esecutivi già approvati prima dell'entrata in vigore delle Norme tecniche si può continuare ad applicare la norma tecnica utilizzata per la redazione dei relativi progetti, fino all'ultimazione dei lavori e ai fini dei relativi collaudi». Un'apposita commissione di dieci tecnici, da nominare, avrà il compito di monitorare l'applicazione delle norme nel primo anno e di suggerire eventuali aggiustamenti normativi da introdurre nei successivi sei mesi.

L'ambito di applicazione delle regole riguarda tutti gli sbarramenti sul territorio nazionale. Per le dighe che non superano i dieci metri di altezza e un volume di invaso di non oltre 100mila metri cubi, l'amministrazione competente sulla vigilanza e la sicurezza, potrà decidere, caso per caso, in base alle caratteristiche, quali norme applicare. L'aspetto più delicato della norma sta nella parte «H» del testo tecnico, dedicata ai controlli da effettuare sulle dighe esistenti, visto anche il basso numero di nuovi invasi che vengono realizzati e - di contro - l'elevata età delle strutture realizzate in Italia. Il problema più urgente, infatti, è «far fronte alle necessità più stringenti, specie in relazione alla verifica di stabilità delle dighe esistenti, in un contesto caratterizzato da un significativo grado di vetustà delle opere di sbarramento in servizio».
L'aspetto tecnico di maggiore novità è dato dall'introduzione del metodo cosiddetto «osservazionale» che consente di superare, mediante la previsione di soluzioni alternative e un adeguato sistema di monitoraggio con un sistema tecnicamente corretto e amministrativamente regolato, le difficoltà connesse con situazioni geotecniche molto complesse e con le conseguenti incertezze progettuali. Altra novità è l'introduzione della valutazione della sicurezza in termini di stati limite. Tale criterio, già adottato nelle Norme tecniche delle costruzioni, viene articolato per tener conto della specificità delle funzioni delle dighe.


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