Lavori Pubblici

La scure di Cantone sull'Avcp: tagliati gli uffici alle dipendenze del vecchio Consiglio

Giuseppe Latour

Con la delibera 104/2014 vengono cancellate le funzioni dei 35 collaboratori alle dipendenze dei quattro membri del vecchio consiglio. Costavano 473 mila euro all'anno, saranno riassegnati a nuove mansioni

L'azione di riorganizzazione dell'ex Autorità di vigilanza sui contratti pubblici va avanti, un pezzo alla volta. Tagliati il presidente e i tre consiglieri, che ormai hanno abbandonato i loro uffici di via di Ripetta, la scure di Raffaele Cantone comincia a calare sui dipendenti. Si parte dagli uffici di diretta collaborazione del Consiglio che, nel nuovo assetto, non sono più previsti: viene così messo un freno ai trupponi di collaboratori. Fino alla soppressione, presidente e consiglieri ne avevano in totale 35, quasi dieci a testa. Questo personale sarà destinato a un'altra attività e andrà a ingrossare le file degli uffici che si occupano dell'attività ordinaria dell'Authority.

La delibera (n. 104/2014), appena licenziata per regolare la questione , si muove nella scia dell'articolo 19 della riforma della Pa (Dl n. 90/2014), che essenzialmente ha previsto nell'immediato la soppressione degli organi di vertice dell'Avcp. Una volta decaduti questi organi, vengono meno anche gli uffici di diretta collaborazione del Consiglio: si tratta degli uffici amministrativi alle dirette dipendenze del presidente e degli altri vertici dell'Authority.

«Considerata la natura fiduciaria delle attività che sono chiamate a svolgere le persone dei suddetti uffici – recita il provvedimento – nonché il diretto collegamento con l'organo decaduto a seguito dell'entrata in vigore del decreto legge n. 90», questo personale non potrà più svolgere la funzione che ha ricoperto finora.

Ma c'è anche un motivo di spending review: «Atteso che, secondo le modalità organizzative adottate dall'attuale presidente e dal Collegio di prossimo insediamento, per motivi di economicità e ottimizzazione dell'utilizzo delle risorse, non risulta opportuno avvalersi di uffici di diretta collaborazione». Insomma, con la riorganizzazione che arriverà entro fine 2014 sarà previsto un assetto diverso

Dopo la decadenza di Sergio Santoro e dei tre consiglieri, i dipendenti degli uffici di diretta collaborazione non saranno più incardinati in quel ruolo. «Sono soppressi – dispone la delibera - gli uffici di diretta collaborazione del presidente e dei componenti del Consiglio, decaduti a seguito dell'entrata in vigore del decreto legge di riforma della Pa». All'interno del bilancio di previsione del 2014 dell'Avcp viene quantificata la spesa che li riguarda: costano 473mila euro all'anno e sono conteggiati al di fuori delle spese di personale generali dell'Autorità, che nello stesso periodo hanno pesato per 23,7 milioni di euro. In totale sono 35 persone: quindici addetti alla segretaria e venti con altre mansioni. Non saranno tagliati: «Il segretario generale provvederà ad assegnare il personale degli uffici soppressi alle direzioni in cui è attualmente articolata la soppressa Autorità, nonché ad adottare i provvedimenti conseguenti in ordine al relativo trattamento economico». Con il nuovo inquadramento le loro buste paga potrebbero dimagrire.


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